Direzione Pd su congresso e voto, probabili le dimissioni di Renzi

Remigio Civitarese
Febbraio 13, 2017

"Per noi, gli avversari sono fuori di questa stanza". "Prima di arrivare al congresso serve una politica".

"Non possiamo più prendere in giro la nostra gente", affonda Renzi.

Poi un primo affondo agli oppositori interni: "Molti pensano che il Congresso del PD debba trovare un'alternativa al renzismo".

"Il M5s è dilaniato con una ferocia che non era immaginabile fino a poche settimane fa". "Il tema di quando si vota non lo decido io". La "discussione interna" è basata "su accuse reciproche".

Il segretario del Pd Matteo Renzi ha annunciato oggi che il partito anticiperà il congresso rispetto alla scadenza di dicembre, anche se non ha indicato formalmente le sue dimissioni dall'incarico. "Se digiti su Google 'resa dei conti Pd' emerge un dato sconvolgente: anche basta, diamoci una regolata tutti insieme".

Quello di Gentiloni non è un governo abbastanza forte? "La globalizzazione sta mettendo in crisi il ceto medio". L'attesa è finita e Matteo Renzi rilancia scrivendo direttamente agli iscritti al Pd prima della tanto attesa direzione del partito.

Ma neanche nel Pd c'è accordo su una proposta unitaria. "Mi basterebbe dire 'eppur si muove' visto che è ferma". "Non si parla di unita' sul nulla o di obbedienza al capo ma sui programmi e su una prospettiva comune tutto il resto rischia di indebolire". "Con la presidenza Trump sarà scontato che la Nato modifichi l'atteggiamento e sarà scontato portare le spese militari fuori dal patto di stabilità che rappresenta una battaglia italiana e lo stesso dovrà valere per la cultura". Roberto Speranza, il terzo candidato della sinistra Pd, invece non è a Firenze, lo ha bloccato la febbre.

STOP AD EUROPA 'MAESTRINA' - "Se vogliamo discutere di Europa parliamone ma non può essere solo la maestrina che ci chiede lo 0,2% peraltro sbagliando anche il momento". Purtroppo, e lo dico con la morte nel cuore, il referendum l'ho perso e per anni temo che non si riuscirà a fare un'altra riforma. "Ma se deve essere sia una scissione sulle idee, senza alibi, e non sul calendario", ha proseguito Renzi nel suo intervento, aprendo al congresso prima delle elezioni: "Accetto l'invito". "Da due mesi la politica è bloccata - ha esordito - e la parola futuro è improvvisamente scomparsa dalla narrazione". Al tavolo della presidenza, oltre a Matteo Orfini e ai vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Renzi è dell'idea di avere tempi stretti, anche se non strettissimi: congressi dei circoli entro aprile e primarie (con i tre candidati emersi dalle votazioni dei circoli) a fine aprile-primi di maggio. Sulla lotta all'evasione siamo saliti da 12 a 14 miliardi. E poi loro hanno detto di no. Ora il governatore Emiliano critica la tempistica. Dunque per il leader della minoranza Dem "va avviata la macchina nel modo più opportuno" per poi "valutare i tempi secondo lo schema che abbiamo in mente: non è irrilevante immaginare una legge elettorale con le coalizioni o con un meccanismo diverso". "Facciamo il congresso e chi perde il giorno dopo dia una mano, non scappi con il pallone, non lasci da solo chi vince le primarie, non faccia quanto avvenuto a Roma", ha continuato il segretario.

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