Pd, Rossi: "Senza rancore, ma restituisco la tessera dove l'ho presa"

Aristofane Mori
Febbraio 20, 2017

"A marzo presentiamo in Consiglio regionale il Piano regionale di Sviluppo, quella sarà la sede per capire se ci sono le condizioni per andare avanti", ha detto oggi il governatore, ma i renziani hanno già fatto sapere che non è loro intenzione quella di sfiduciarlo. "C'è spazio per una sinistra che non guarda al passato, ma al futuro". Appare improbabile che Enrico Rossi possa immediatamente lasciare libera la sua poltrona, ma è molto probabile che il suo mandato finirà prima del previsto.

"Se non ci si vuol separare bisogna saper ascoltare. Ha sempre rappresentato il masterplan per scavallare verso la legislatura successiva".

E' probabile che nasceranno nuovi gruppi parlamentari, a sinistra, a sostegno del governo Gentiloni. Marras, ha aggiunto Rossi, "è un capogruppo che resta nel Pd, uno molto convintamente renziano".

Sono le parole di Enrico Rossi, governatore della Regione Toscana, a dare la misura della distanza tra le diverse anime del Partito Democratico e soprattutto tra chi ieri ha preso parte alla reunion della "Rivoluzione Socialista" lanciata da Rossi con Speranza e Emiliano e chi invece predica e si adopera per l'unità del Pd e per la leadership di Matteo Renzi. Per il resto della giunta, meno dolori, dal momento che si tratta di figure più o meno tecniche, mentre Stefania Saccardi, come commenta qualcuno, "se ne sta tranquilla a guardare cosa succede".

Rossi prosegue. "Renzi è venuto con l'idea di darci una spinta".

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