Pd, Orlando: la scissione è responsabilità di tutti

Aristofane Mori
Febbraio 21, 2017

Se da una parte il bersaniano Roberto Speranza comunica che non prendera' parte domani alla direzione del Pd insieme agli altri esponenti dell'area guidata dall'ex segretario del Pd, Sinistra Riformista, il governatore della Toscana, pronto alla scissione, ipotizza il nuovo organigramma in Parlamento: una formazione composta dagli scissionisti del Pd e da quelli di Sinistra italiana, ossia Arturo Scotto i suoi che sosterra' il governo. Sono quelli che hanno governato con Berlusconi in Italia e approvato le direttive che affamano i popoli, in Europa, con la Merkel. "Non diciamo abbiamo ragione per forza, vogliamo mandare a casa Renzi per forza, diciamo che vogliamo poter discutere di una urgente correzione di rotta".

L'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ufficializzato le sue dimissioni da segretario del Partito Democratico. La palla passa al segretario e ai delegati con il messaggio arrivato dal teatro del Testaccio: "Se non ci ascolti, l'addio è inevitabile". "Mi mangio le mani al pensiero che ci scanniamo tra noi, mentre a Roma i Cinque Stelle affondano nella cattiva amministrazione e nelle polizze vita" dice Renzi; eppure se si votasse oggi i Cinque Stelle supererebbero il Pd, e a Mattarella non resterebbe che affidare a loro l'incarico di formare il nuovo governo. Perché se la contendibilità non è equa, il congresso nasce con il piede sbagliato. "So che per noi non c'è un'autostrada ma la mia non sarà mai la scissione di D'Alema" ha confidato Emiliano, così come riportato dal quotidiano "La Repubblica". Perchè dobbiamo essere piccoli?

Le parole di Enrico Rossi, invece, sembrano aprire scenari diversi, netti: se "Renzi ha alzato un muro e ci ha dato solo bastonate" e "è parso evidente che non c'è alcuno spazio", allora è chiaro "che sia meglio una separazione senza rancori, senza patemi, senza farne un drammone". "Non è un ricatto ma per stare in un partito ci vuole rispetto reciproco".

Il nome del successore di Matteo Renzi arriverà fra tre o quattro mesi, quando si voterà per le primarie interne al Pd.

Pd, Orlando: la scissione è responsabilità di tutti
Pd, Orlando: la scissione è responsabilità di tutti

A questo punto i margini sono quasi inconsistenti. Il riferimento è alla scelta della direzione dello scorso lunedì di avviare il congresso con le regole di quello del 2013. "Altro che la scissione dal Pd, questi soggetti, se vogliono fare veramente un'azione di coraggio e buonsenso, per far ripartire una costituenteasinistra dovrebbero fare l'eutanasia politica".

Cuperlo a Renzi:"Fermati e rifletti, non è Chicken game" - Gianni Cuperlo è favorevole a "un momento per riflettere" che preceda il congresso.

L'ex segretario PD, predecessore di Matteo Renzi, ha aspramente criticato l'esperienza dell'Esecutivo di Matteo Renzi. Il segretario dem non ha risparmiato attacchi alla minoranza, lasciando intendere che non avrebbe ceduto ad ulteriori richieste: "Il Pd deve cercare di restare unito, ma adesso basta con gli scontri perché fuori ci stanno prendendo per matti". Lo prevede lo statuto Pd. Qualcosa di più si è capito in serata, e poi ancora in questa giornata. Tutto quello che poteva essere consumato è stato consumato. È questo l'appello lanciato dal ministro della Cultura Dario Franceschini per evitare la scissione.

Anche chi delineava le tappe della exit strategy aveva l'espressione cupa.

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