Orlando sfida Emiliano e Renzi per la segreteria Pd

Remigio Civitarese
Febbraio 26, 2017

Il Pd irpino, dopo un anno di commissariamento, necessita di umiltà e rinnovamento.

Andrea Orlando candidato alla segreteria del Pd? La presidente dei democratici irpini Roberta Santaniello a tutto tondo su congresso provinciale, scenari futuri e rapporto con la Regione. E' questa l'indicazione della commissione Congresso del Pd.

Renzi, all'assemblea tenuta domenica al Parco dei Principi, aveva la chiara sensazione di avere la maggioranza dalla sua parte e di poterla sfruttare per assecondare le sue ambizioni e così è stato. "Arriverò primo e dico al secondo e al terzo: non vi preoccupate perché io non sarò il capo della mia corrente ma il segretario del partito democratico. Ora però ci prepariamo ad un nuovo inizio".

Andrea Orlando ha ufficializzato la sua candidatura a segretario del PD.

Già da qualche giorno si vociferava riguardo ad una sua probabile candidatura.

E' possibile immaginare una sua candidatura in prima persona? Ho ricevuto migliaia di messaggi: "il 99% mi chiedeva di battermi dentro il Pd, non fuori". Possiamo andare avanti così, con una conta permanente? Era proprio questo che il segretario Renzi avrebbe dovuto evitare e consentire invece al confronto e alla dialettica interna di affermarsi come un'importante risorsa e un arricchimento politico. Presente per i suoi cittadini che si sentono abbandonati dalla politica e dalle politiche, e ne disconoscono ormai il valore. Ho deciso di candidarmi perché credo che ci voglia responsabilità.

Per prevenire ciò Rossi e Bersani scelgono l'abbandono del Partito dopo non essere stati in grado di ottenere l'abbandono della corsa alla Segreteria da parte di Renzi.

Infatti, come rilevato da Piepoli, Matteo Renzi è in cima alle preferenze sia degli elettori generali, dove otterrebbe il 29% dei voti superando Emiliano (16%) e Orlando (10%), che di quelli del Partito Democratico. Il Pd cosa dovrebbe proporre? "Se ce la faremo il congresso avrà costruito". E' assurdo che nel capoluogo sono anni che non si riesce ad avere una guida unitaria.

Tra le fila del nuovo soggetto che mira a "riaggregare il centrosinistra non-renziano", ci sarà Vasco Errani. Sicuramente immagino che una lista del partito sia un punto di partenza imprescindibile. Avevo proposto una conferenza programmatica, mi è stato risposto no. Si fa il congresso.

Vasco Errani, ex governatore dell'Emilia Romagna e attuale commissario per la ricostruzione scelto da Renzi, non smentisce le indiscrezioni che lo danno in uscita dal partito. "Il campo di battaglia è il Pd". Abbiamo detto più volte che il nostro obiettivo è fare quello che serve al Paese, poi la data delle elezioni è nelle mani del presidente della Repubblica e del Parlamento.

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