Gay: sì alla maternità surrogata per due papà

Brunilde Fioravanti
Marzo 2, 2017

Due omosessuali riconosciuti come padri. In ogni caso, il ministro della Famiglia Enrico Costa ha detto ieri che il tema non è in discussione: "Va di moda evocare inesistenti vuoti normativi ma le leggi ci sono".

La sentenza - la numero 19599 del 30 settembre 2016 - riguardava un caso molto simile e aveva portato al riconoscimento della legittimità di un certificato di nascita che riportava i nomi di due madri.

La Corte di Appello di Trento si è espressa così: L'insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero.

E' il punto centrale della sentenza della Corte d'Appello di Trento che, con una decisione storica, recependo un analogo provvedimento emesso dalla Superior Court of Justice di Ottawa, ha riconosciuto per una coppia di gemelli, nati in Canada con la maternità surrogata, l'esistenza di ben due papà, omosessuali e regolarmente sposati oltreoceano 8 anni fa.

L'assoluta indifferenza delle tecniche di procreazione? Niente da dire sul fatto che ciò potrebbe aprire a mercificazione del corpo delle donne per la procreazione per conto terzi a pagamento?

Una sentenza che scrive una pagina nuova della giurisprudenza sui diritti dei figli di coppie dello stesso sesso. In altre parole, non è importante, per i giudici, l'assenza effettiva di un legame genetico tra i bimbi concepiti con "fecondazione eterologa consentita" ed il genitore (nel nostro caso uno dei due padri). E se l'amore vince su tutto, vince quindi anche sulle pretese del ministero degli Interni che si era costituito in giudizio sostenendo che il riconoscimento all'anagrafe della doppia paternità avrebbe creato "problemi di ordine pubblico". Non è vero che il minore viene così tutelato, il soggetto maggiorenne può comunque garantire economicamente il minore applicando gli articoli del codice civile in tema di rendite e altro senza diventare mammo o papà 1 o 2. "In Italia l'utero in affitto è reato e il nostro ordinamento non prevede le adozioni gay: il lavoro della magistratura italiana è applicare la legge, non scrivere sentenze che la aggirano", sostiene la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Non tutti sono a favore di questa decisione e ritengono che sia una forzatura ai danni di chi non può decidere del proprio futuro. Per questo non occorre demonizzare, quanto integrare una norma che tacitamente ha già fatto il suo ingresso nella nostra consuetudine.

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