Mattarella: "I mafiosi non hanno senso dell'onore e del coraggio"

Aristofane Mori
Marzo 20, 2017

Nel corso della cerimonia sono stati letti gli oltre 950 nomi di vittime innocenti delle mafie. Il capo dello Stato é accompagnato dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, e dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

Per vent'anni, una grande mano al successo della manifestazione è sempre stata assicurata dai coordinamenti regionali e territoriali di Libera che hanno saputo creare consenso e attenzione, smuovendo le coscienze di giovani e meno giovani; coinvolgendo enti locali e associazioni perché fossero protagoniste dell'evento; organizzando l'arrivo alla piazza prescelta da ogni parte d'Italia, dovunque si andasse a celebrare la giornata e con ogni tipo di mezzo di trasporto.

"Le mafie sono ancora forti e presenti, tentano di dominare pezzi di territorio". Le mafie non risparmiano nessuno: colpiscono chiunque diventi ostacoli al raggiungimento dei loro obiettivi, denari potere e impunità.

Federconsumatori è vicina alla Chiesa locrese ed a Libera per il vile atto intimidatorio subito all'indomani della presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed alla vigilia della manifestazione del 21 marzo che vedrà confluire a Locri manifestanti da ogni luogo per praticare l'impegno contro le mafie che divorano e imprigionano energie, risorse e diritti. Tra cui, accompagnato da un applauso spontaneo, c'era quello di suo fratello, Piersanti, ucciso dalla mafia palermitana nel 1980. "Bisogna le zone grigie, quelle della collusione", ha associato il Testa dello Governo.

Si è anche commosso, il Presidente della Repubblica, alla lettura dello sterminato elenco delle vittime. "La lotta alla mafia è doverosa, è una esigenza morale e civile, una necessità per tutti". E' quanto sottolinea monsignor Francesco Oliva.

"Questa comunità che ha potenzialità enormi per rialzarsi e riprendere il cammino, ha pieno diritto di guardare con speranza e fiducia al futuro". Solo la presenza delle forze dell'ordine, dello Stato e delle istituzioni può assicurare la legalità e la giustizia. Per analogia questo la combattimento alla cosa nostra riguarda tutti, neppure uno può tirarsene via. Noi diciamo no alla 'ndrangheta, che è una delle cause delle crisi sociali del nostro tempo. "Bisogna prosciugare le paludi dell'arbitrio della corruzione, che sono quelle dove la mafia prospera". Oliva - guarda avanti e vuole lasciare alle spalle un passato triste d'ingiustizie, macchiato dal sangue versato da faide che hanno seminato morte e disperazione.

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