Buffon: "Roma agli americani e Inter ai cinesi? Povera Italia!"

Paola Ditto
Marzo 21, 2017

Nel corso dell'intervista Buffon ha spiegato anche l'unicità del suo ruolo. C'è anche spazio ai ricordi di gioventù ("Da ragazzo mangiavo tanta mortadella e molti orsetti gommosi, come ho fatto a ingrassare non so, la mia carriera sarebbe diventata improbabile"), e anche per quelli più recenti e meno facili: "La depressione? Povera Italia... E' una sconfitta per il nostro calcio e per le nostre tradizioni". Non sarà un male anche giocare più partite all'ora di pranzo, al di là di quello che dice Sarri, se così potranno godersele anche i fan orientali. Questa battaglia interiore mi porta forti motivazioni. Come ruolo può essere paragonato solo a quello dell'arbitro. E' un ruolo dove non puoi segnare, ma solo ricevere offese continue.

"La Champions? Penso che se l'avessi vinta sarei svuotato ed è proprio la voglia di alzarla che mi sprona". "Per me fare una papera è uno shock, ho bisogno di alcuni giorni per riprendermi". Compreso Robert Enke, che nel novembre del 2009 si tolse la vita a pochi mesi dai mondiali che avrebbe giocato da titolare. "La depressione? Non ho mai preso medicine, è stato fondamentale". "Rimasi artefice del mio destino, senza dipendere dai farmaci", firmato Gigi Buffon. Infine Buffon parla di Carlo Ancelotti, allenatore del Bayern Monaco: "Ogni suo successo mi rende felice". Mi sento di dire, però che dal 2020 fino al 2026 avremo una delle squadre più forti dell'ultimo ventennio. Contro il Milan era diventato il giocatore in attività con più presenze nel massimo campionato, nel match contro la Sampdoria - vinto dalla squadra di Allegri 1-0 grazie al gol di Cuadrado - ha battuto un nuovo record: è diventato il giocatore con più minutaggio in Serie A nella storia della Juventus.

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