Esplosione 12-6 a Milano, pm contesta devastazione a pubblicitario

Aristofane Mori
Marzo 21, 2017

Nuova accusa per Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario che il 12 giugno provocò l'esplosione della palazzina di Via Brioschi, periferia Sud di Milano, in cui rimasero uccisi la sua compagna, Micaela Masella, e la coppia di fidanzati originari del Maceratese, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, che vivevano nell'appartamento accanto al suo. Nello scoppio, anche le due figlie dell'uomo, due bimbe di 7 e 11 anni, sono rimaste gravemente ustionate.

Con due aggravanti: motivi abietti o futili per entrambi i reati e l'"avere commesso il fatto in presenza o in danno" di minorenni, relativa soltanto all'ipotesi di devastazione. L'avvisodi chiusura indagini è stato notificato oggi ai difensori delpubblicitario in vista della richiesta di rinvio a giudizio. Affetto, secondo la perizia disposta dal gip Giusy Barbara, da vizio parziale di mente, Pellicanò potrebbe scegliere di essere giudicato in abbreviato. Il 9 marzo scorso, poi, l'uomo, in carcere da otto mesi visibilmente dimagrito e con la barba lunga, ha deciso di non rispondere alle domande del pubblico ministero che lo aveva convocato per interrogarlo nuovamente prima della chiusura delle indagini.

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