Referendum voucher lavoro: dopo l'abrogazione dei buoni sfuma il voto

Cornelia Mascio
Marzo 21, 2017

Tra i relatori, citiamo Alfredo Iorno della segreteria regionale della Fp-Cgil, Francesco Grillo e Stefania Taverniti, Bruno Talarico, segretario generale regionale della Fp Cgil, Salvatore Scicchitano segretario provinciale della Fp Cgil, Filly Pollinzi dirigente nazionale di Possibile e l'avvocato Francesca Pesce, componente del Comitato Verità, democrazia e partecipazione. L'attuale normativa sui voucher erogati dall'Inps prevede che siano disponibili nei tagli da dieci, da venti e 50 euro per cui il lavoratore incasserà rispettivamente 7,5 15 e 37,5 euro. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, parlando dell'abrogazione dei voucher da parte del Cdm con un decreto. "C'erano già dei limiti, si sarebbero potuti ampliare e si sarebbero potuti fare più controlli, anche perché c'è una tracciabilità".

Le motivazioni per cui il Governo ha deciso di dire addio ai voucher sono principalmente due: la paura di un aumento del precariato e la copertura del lavoro nero. In particolare, il numero di voucher è cresciuto del 32% nei primi dieci mesi del 2016.

Il problema non è solo il precariato. I voucher lavoro, infatti potrebbero rappresentare una copertura al lavoro nero. E in questo caso, almeno formalmente, risulterebbe in regola.

Ora come dicevamo serve che la decisione della Commissione Lavoro si tramuti in decreto (cosa che avverrà a breve).

Perché anche senza i buoni lavoro, il lavoro minimo parziale continuerà ad esistere: "servirà dunque un altro strumento per regolamentare tutte quelle prestazioni occasionali che nelle imprese non possono essere inquadrate in rapporti di lavoro tradizionale, soprattutto in quei settori - come il turismo, il marketing, il commercio e l'organizzazione eventi - che si trovano spesso a dover fronteggiare aumenti imprevedibili ma momentanei dell'attività". "Smontare una cosa senza dibattito non ci sembra la strada giusta". Non ha dubbi il presidente di Confesercenti Mario Landini che all'indomani dell'approvazione da parte della commissione lavoro di un emendamento che cancella totalmente lo strumento voucher, e dell'annunciato decreto del governo di indirizzo analogo.

Bisogna però notare che, a fronte dell'importante mobilitazione della Cgil, ad oggi i voucher sono ancora troppo poco utilizzati: rappresentano solo lo 0,23 per cento del totale del costo del lavoro in Italia. "Noi non siamo d'accordo".

Soddisfatta la reazione della capogruppo di Sinistra italiana e presidente del gruppo misto al Senato, Loredana De Petris e del senatore Giovanni Barozzino, capogruppo di Si in commissione lavoro. L'abolizione dei voucher è un passo indietro verso la preistoria del mercato del lavoro.

Non si può che rimpiangere il coraggio di chi, nella prima repubblica, difendeva le proprie scelte di governo fino in fondo: vedi il referendum (anche allora di iniziativa sindacale), che era dato per perso e invece fu vinto, contro la scala mobile. Il Dl contiene anche le nuove norme sugli appalti per il reinserimento del principio di solidarietà tra committente e appaltatore.

ESULTA SUSANNA CAMUSSO - La leader Cgil, Susanna Camusso, esulta: "Straordinario risultato".

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