Su Vescovado Locri, 'don Ciotti sbirro'

Remigio Civitarese
Marzo 21, 2017

Don Luigi Ciotti si è rivolto alle centinaia di persone presenti nello stadio di Locri sottolineando che "la nostra Costituzione è il primo testo antimafia", quindi ha aggiunto: "Le mafie non uccidono solo con la violenza, vittime sono i morti, ma anche i morti vivi, le persone cui le mafie tolgono la speranza e la dignità". E' un'emozione che va oltre ogni parola, che porta luce su un territorio lasciato ai margini, che fa memoria di vittime innocenti della ndrangheta che troppo spesso sono state dimenticate.

La Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si è svolta a Locri alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata macchiata da un episodio - le due scritte contro il numero uno di Libera - che dimostra come in quelle martoriate terre molto ci sia ancora da fare per estirpare quel male profondo che si chiama mafia, camorra o 'ndrangheta. E infine aggiunge: "In merito alle scritte minacciose e ingiuriose contro don Luigi Ciotti, apparse questa mattina sui muri dell'Episcopio e in altri luoghi di Locri, la comunità diocesana attraverso il vescovo, monsignor Francesco Oliva, esprime piena e convinta solidarietà a don Luigi".

Il buio e il disonore offerti dalla mafia saranno sconfitti dalla consapevole, composta e gioiosa serenità che le donne e gli uomini e soprattutto i giovani di Libera sapranno trasmettere e condividere domani con le donne, gli uomini e soprattutto i giovani di Locri. "Più lavoro e meno sbirri" si leggeva anche sul muro. Lo ha detto bene Mattarella: "La lotta alla mafia riguarda tutti". Diciamo no alla 'ndrangheta, che, insieme alla corruzione, rappresenta una delle cause più gravi della crisi sociale del nostro tempo. Ma lo spirito comunitario "non si è affievolito" anche se, aveva detto, "lo smarrimento che viene percepito in questi tempi è per certi versi inedito".L'Europa, aveva avuto occasione di dire Mattarella, "è un riferimento", è "un ideale". Non sono quei pochi vili che hanno scritto quelle cose.

R. - C'è n'è bisogno assolutamente, perché la maggior parte delle nostre storie la stanno ancora aspettando, e sarebbe importantissimo per i familiari delle vittime poter almeno avere verità e giustizia.

Come diceva il giudice Giovanni Falcone, ha ricordato, "la lotta alla mafia non si può fermare a una sola stanza ma deve coinvolgere l'intero palazzo".

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