Pirateria online, Tribunale di Frosinone: "i siti con film in streaming leciti"

Brunilde Fioravanti
Marzo 27, 2017

Usare la giustificazione di fornire agli utenti soltanto i link a piattaforme video esterne che mettono illegalmente a disposizione i film in streaming è la strategia difensiva più usata tra le persone che vengono sanzionate per siti come quelli interessati dalla sentenza del tribunale di Frosinone. Per la prima volta in Italia (e in Europa) è stata ufficializzata una sentenza che rende praticamente leciti, con le dovute considerazioni, i siti che al loro interno propongono link per visionare film o musica in streaming. Solitamente, però, non viene riconosciuta come valida.

Il giudice ha accolto il ricorso contro un'ordinanza che prevedeva il pagamento di circa 600 mila Euro a causa della violazione dell'articolo 171 della legge n.633 del 22 Aprile 1941, in quanto "presuppone la comunicazione al pubblico a fini di lucro di un'opera protetta dal diritto d'autore, o di parte di essa, attuata mediante la sua diffusione in un sistema di reti telematiche, attraverso connessioni di qualsiasi genere". Se non sono dimostrati e quantificati, vedere un film in streaming non è lucro, ma solo un risparmio di spesa. Per questo, ha spiegato Sarzana, non si applicano legalmente le sanzioni legate alla violazione del diritto d'autore. Il giudice non ha ritenuto ci fossero prove a sufficienza per dimostrare che i guadagni del sito fossero direttamente collegati ai singoli film piratati i cui link erano a disposizione sul sito. La sentenza del tribunale di Frosinone dice che perché il gestore di un sito che contiene link a opere piratate sia sanzionato si deve, in sostanza, provare che ne tragga "un guadagno economicamente apprezzabile".

I gestori di filmakers.biz, filmaker.me, filmakerz.org e cineteka.org erano stati condannati nel 2015 a una multa di 546.528,69 euro, più spese.

Altre relazioniGrafFiotech

Discuti questo articolo

Segui i nostri GIORNALE