Pjanic esalta la mentalità della Juventus: "Qui sono dei killer"

Aristofane Mori
Marzo 30, 2017

Il calciatore bianconero, tra gli altri argomenti, ha risposto anche a domande sulla doppia sfida tra Napoli e Juventus che ci sarà alla ripresa, dopo la sosta per le Nazionali. Il fallo fatto da Pjanic è stato sanzionato con un calcio di punizione dal limita ma il bosniaco non è stato ammonito e per questo motivo non salterà la super sfida scudetto al San Paolo contro il Napoli. "Il loro stadio quando è pieno è caldissimo, questo però non fa altro che esaltarci, per un giocatore è il massimo affrontare match del genere".

Infine una battuta sulle polemiche contro i bianconeri che hanno riempito le pagine dei giornali nelle ultime settimane: "E' pazzesco come ogni minimo dettaglio quando coinvolge la Juventus venga ingrandito al massimo". È stato Pjanic che in realtà ha allungato per primo la mano a Tagliavento, come per scusarsi e riconoscere di aver commesso fallo.

Con queste parole non si sta esprimendo un giudizio di merito sulla buonafede dell'arbitro. La svolta? A livello morale dopo la sconfitta di Genova: ci siamo parlati, ci siamo detti delle cose e da quel momento abbiamo ritrovato l'atteggiamento giusto.

MENTALITA' - "Quando ero alla Roma e vedevo la Juventus vincere, speravo sempre che perdesse e non succedeva mai". Né in allenamento, né in campo: neppure un centimetro. Ambientamento? Sì, è stata dura, pensavo che fosse più veloce: poi mi sono trovato di fronte a un nuovo sistema, nuovi allenamenti, nuovi compagni. Era un modo di giocare che forse non metteva in luce tutte le qualità della squadra.

Pjanic ha anche imparato a difendere: "Prima non lo facevo molto bene: Allegri mi ha insegnato il piacere di difendere. La Juve mi ha migliorato". Compagno più simpatico? Asamoah. "A Roma ho vissuto 5 anni bellissimi e continuo ad avere rapporti di amicizia".

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