Omicidio Alatri, un bullo era stato scarcerato il giorno del delitto

Aristofane Mori
Aprile 2, 2017

"La nostra è una terra bellissima e la violenza non le appartiene. - assicurano - Chi ha ucciso Emanuele merita la pena più dura ma non è giusto massacrare un territorio che ha la sola colpa di aver perso un figlio. Tra l'altro era nell'auto del buttafuori che, stando anche alle testimonianze, non è entrato in contatto con il ragazzo".

Nel mirino degli inquirenti anche il locale davanti al quale si è consumata la tragedia, il Macrì: la discoteca "ospitava un numero elevatissimo di persone, aspetto che seppur estraneo all'episodio, costituisce comunque una circostanza pericolosa su cui valuteremo in seguito". Morganti stavano aspettando al bancone con la sua fidanzata, quando ha iniziato a discutere e strattonarsi con Paniccia, forse perché lo aveva superato nella fila. Per impedire ulteriori disordini e una circolazione stradale troppo intensa l'amministrazione comunale si è già mossa per sollecitare una maggiore presenza di forze dell'ordine all'interno del centro storico. "Mio figlio alle medie era stato più volte oggetto di atti di bullismo da parte di Paolo Palmisani - racconta una donna che preferisce mantenere l'anonimato -".

Mario Castagnacci e Paolo Palmisani non hanno risposto al Gip nell'interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Regina Coeli.

La video ricostruzione dell'omicidio di Alatri Così è morto Emanuele Morganti, il ventenne di Alatri massacrato di botte nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 marzo. Castagnacci, che risponde di omicidio volontario con Palmisani, ha comunque ammesso la sua presenza in piazza al momento dell'aggressione. Altre cinque persone sono indagate per rissa.

Per De Falco, non ci si può fermare al "pestaggio di gruppo" ma insistere nella prosecuzione delle indagini, ancora nella loro fase iniziale, al fine di ricostruire con esattezza l'accaduto e stabilire le responsabilità di ognuno dei soggetti coinvolti. La chiave non è invece ancora stata recuperata.

Ma il filo della fiducia verso le istituzioni si è interrotto con la rimessa in libertà di Castagnacci nonostante la detenzione di droga inammissibile per un piccolo centro come Alatri. (...) Dobbiamo verificare se questa esplosione di violenza gratuita è stata dettata dall'abuso di alcol e sostanze stupefacenti, come verosimile, e approfondire il movente. Anche dal punto di vista giudiziario la vicenda si arricchisce. Con loro ci sarà il legale Angelo Bucci, un avvocato del foro di Roma nominato in extremis dopo la rinuncia di Tony Ceccarelli, da sempre difensore di Castagnacci, e le numerose minacce ed intimidazioni fatte recapitare in città ad altri avvocati del foro di Frosinone.

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