E' morto il giornalista Piero Ottone

Aristofane Mori
Aprile 16, 2017

E' morto all'età di 92 anni Piero Ottone, maestro di giornalismo. Era nato a Genova nel 1924 e aveva speso la sua vita per il giornalismo visto che ha speso la professione tra i due più importanti quotidiani italiani: Corriere della Sera e La Repubblica. Dal 1968 è direttore responsabile del Secolo XIX di Genova; nel 1972 viene richiamato a Milano per condurre il nuovo corso del Corriere della Sera, cui il direttore editoriale Giulia Maria Crespi ha impresso una svolta a sinistra. Comunque Ottone subentrò a Spadolini che trovava simpatico come persona ma pessimo come direttore: perennemente impegnato in telefonate con i politici faceva aspettare i redattori fuori dalla porta, mentre una luce rossa segnalava che non si poteva entrare. Di me, amava dire, si ricorderà soltanto che ho fatto scrivere Pasolini in prima pagina e che ho licenziato Montanelli.

In realtà doveva a Gaspare Barbiellini Amidei l'acquisto di Pasolini come collaboratore e ricordò sempre di non aver neanche voluto leggere il primo articolo, lasciando appunto che Barbiellini, di cui si fidava assolutamente, lo mandasse in tipografia. La mossa porterà alla secessione di molte firme prestigiose del Corriere, che usciranno dal quotidiano per fondare il Giornale Nuovo. Per quanto poi abbia ricoperto incarichi importanti, Ottone, nella memoria di tutti, resta il direttore del Corriere in quella ormai lontana stagione e sebbene fosse un professionista eccellente lo si ricorda più per la sua direzione che per i suoi articoli. Passa alla Mondadori assumendo l'incarico di consulente per i periodici e la televisione. Di lì a poco ci sarebbe stata l'avanzata di Berlusconi e Segrate sarebbe diventato terreno di guerra.

Negli ultimi anni della sua lunga carriera è stato editorialista per Repubblica, tenendo fino a poco tempo fa la rubrica "Vizi e Virtù" sul settimanale Il Venerdì.

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