La casa di Prince era strapiena di farmaci oppiacei

Brunilde Fioravanti
Aprile 19, 2017

È passato un anno e le rilevazioni sulle cause della sua morte non sono finite.

E ciò che emerge dai verbali è che gli investigatori hanno trovato più di 100 pillole di oppiacei sparpagliate all'interno dell'abitazione. Diverse boccette di pillole riportavano sull'etichetta la dicitura Watson 853, l'identificatore per i farmaci generici a base di idrocodone-paracetamolo.

Tra i nascondigli c'erano gli armadi della camera da letto. Secondo l'autopsia, la morte del cantante 57enne sarebbe stata causata dai medicinali, alcuni contenenti del fentanyl, analgesico oppiaceo in grado di scatenare una forte dipendenza: è 50 volte più forte dell'eroina e 100 volte più potente della morfina. "Mettere insieme musicisti - si legge nel comunicato stampa ufficiale dell'evento - creativi, ospiti speciali e amici che hanno lavorato fianco a fianco con Prince e lo conoscevano al meglio permetterà di realizzare quattro giorni di musica dal vivo, panel di confronto e presentazioni dell'enorme talento di Prince, della sua influenza e importanza come compositore, musicista, produttore, performer dal vivo e regista". In questo modo potranno essere messe agli atti le comunicazioni telefoniche con le persone più vicine al cantante, anche in relazione all'uso di farmaci oppiacei.

Gli inquirenti avrebbero anche rivelato che il medico di Prince, Michael Todd Schulenberg, avrebbe eseguito prescrizioni a nome di un amico dell'artista per proteggerne la privacy.

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