Fincantieri diventa azionista di maggioranza di Stx Europe

Cornelia Mascio
Mag 19, 2017

Il titolo del gruppo navalmeccanico Fincantieri si mette subito in luce in avvio di giornata a Piazza Affari salendo a 88,5 centesimi di euro per azione (+1,49%) quando sono passati di mano poco meno di 3 milioni di titoli, riavvicinandosi così ai 97,4 centesimi visti il 10 maggio scorso e che rappresentano il massimo storico, dopo la sigla dell'accordo di compravendita per acquisire il 66,66% di Stx France da Stx Europe AS, attuale azionista per 79,5 milioni di euro.

Sulla base dell'Heads of Terms, firmato il 12 aprile, proseguono le negoziazioni tra Fincantieri e lo Stato francese per finalizzare gli accordi di governance tra i futuri azionisti di Stx France, fondata nel 1955 con sede a Saint-Nazaire, sulla costa atlantica, 2,600 dipendenti e una rete di oltre 500 fornitori.

Con questa operazione nasce un leader globale in tutti i settori ad alta tecnologia della navalmeccanica. Fincantieri è assistita da BNP Paribas in qualita' di advisor finanziario.

"Con l'acquisizione di Stx France abbiamo un carico di lavoro che è di 36 mld di euro e puntiamo a raggiungere i 40 miliardi entro la fine dell'anno" dice l'amministratore delegato della Fincantieri, Giuseppe Bono, all'assemblea degli azionisti in corso a Trieste. Bono ha ricordato di aver sempre voluto la presenza dello stato francese in Stx "che - ha aggiunto - ci lascia la gestione della società, riservandosi alcuni diritti". "Io ribadisco "chapeau" allo stato francese che difende i propri insediamenti industriali, come auspico che faccia anche lo stato italiano".

"Abbiamo già un accordo per la costruzione di due navi, più altre quattro in opzione", ha aggiunto Bono.

"L'Europa ha la necessità di consolidare la propria industria: la competizione al proprio interno nuoce all'Europa stessa".

Spiega ancora Bono: "Il governo cinese ha approvato ieri la joint venture" che Fincantieri ha prospettato con il Cantiere Cssc, che è il primo produttore mondiale di navi con un fatturato di oltre 30 miliardi di dollari. "La sfida per il futuro è spingere ancora di più sulla strada del consolidamento dell'industria europea".

"Mogherini - ha ricordato l'ad - ha detto che si dovrebbe partire con l'unificazione degli stati maggiori della difesa in Europa".

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