P.A: ok Cdm a riforma Madia su statali

Cornelia Mascio
Mag 19, 2017

Tuttavia, sottolineano i sindacati, alcuni temi alla base dell'accordo del 30 novembre, che costituiscono il cuore della contrattazione, "soprattutto per contribuire efficacemente al processo di riorganizzazione e qualificazione della Pubblica Amministrazione", non sono stati recepiti. "Hanno fatto bene quindi Cgil Cisl e Uil di categoria a manifestare e a chiedere al ministro Madia che si affronti il dramma del precariato e che vengano aperte le trattative per il rinnovo del contratto". "I due decreti approvati mi consentiranno di dare la direttiva all'Aran" dice, aggiungendo che invece "la legislazione ereditata non ci consentiva" lo sblocco dei contratti. Si vedrà quali e quante di queste richieste saranno ora prese in considerazione dal Governo nella stesura definitiva dei decreti.

Riforma Pa: visite fiscali e precariato, cosa cambia?

La riforma della Pubblica Amministrazione, ormai in dirittura d'arrivo, comporterà diverse novità per i dipendenti pubblici.

Sul fronte del polo unico delle visite fiscali le Commissioni Parlamentari chiedono l'introduzione di alcune disposizioni di carattere transitorio, che garantiscano il passaggio al nuovo sistema in piena efficienza e operatività, anche considerando l'esigenza di adottare i provvedimenti attuativi previsti dalla nuova normativa. Dal 1° gennaio tramonteranno le co.co.co continuative anche nella Pa e partirà il piano per la stabilizzazione dei precari:il testo definitivo darà la chance del posto fisso a chi abbia lavorato almeno tre anni negli ultimi otto in qualsiasi ente, e non solo in quello che bandisce il concorso come previsto nel decreto approvato in prima lettura. Il Governo si era impegnato a modificare ulteriormente il testo presente in Parlamento, tenendo anche conto delle proposte sindacali.

Altre correzioni riguardano i disabili con la richiesta di riconoscere al personale di ruolo delle pubbliche amministrazioni con figli con gravi disabilità, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, la priorità per l'assegnazione della sede di servizio nel comune di residenza dei figli o in comuni limitrofi, ovvero altre forme di agevolazione in relazione alla assegnazione della sede. Inoltre il nuovo codice disciplinare amplia il numero delle casistiche che possono portare al licenziamento.

Novità in vista anche per quanto riguarda salario accessorio, piano triennale del fabbisogno delle Pa e il capitolo sulle sanzioni e sui premi.

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