Wikileaks, la Svezia archivia le accuse contro Assange

Remigio Civitarese
Mag 19, 2017

"È una vittoria totale per Julian Assange".

La Svezia ha ritirato le accuse contro Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che vive da qualche anno rinchiuso presso l'ambasciata ecuadoriana di Londra.

Assange ha festeggiato la notizia postando su Twitter una sua foto sorridente. Per anni ha dichiarato la sua estraneità ai fatti, contestando le accuse a lui rivolte da una donna svedese, nonché affermando che fossero un artificio costruito allo scopo di fermare il suo lavoro di whistleblower, cioè la dedizione a denunciare pubblicamente le attività illecite o fraudolente all'interno di un governo.

Nonostante l'archiviazione, non è ancora chiaro quale sarà il suo destino.

Il comunicato dice che Assange è sfuggito a tutti i tentativi da parte delle autorità svedesi e britanniche di condurlo in Svezia, come previsto dalle leggi dell'Unione Europea sui mandati di arresto: "Per la legislazione svedese, un'indagine penale deve essere condotta il più rapidamente possibile".

Dopo cinque anni Julian Assange vede la fine del soggiorno obbligato nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, in cui si è rifugiato per evitare l'estradizione negli Stati Uniti. La conferma, ha detto l'avvocato, arriva dalle dichiarazioni rilasciate dal procuratore generale americano, Jeff Sessions, che aveva definito "una priorità" l'arresto di Assange. Si chiude così una vicenda iniziata nel 2010, quando il tribunale di Stoccolma spiccò il mandato di cattura contro Assange, accusato di stupro. Questo è immortalato in un primo piano messo sull'account Twitter del fondatore di Wikileaks. La procura ha aggiunto che il processo potrebbe essere riaperto qualora il fondatore di Wikileaks tornasse in Svezia prima che il reato cada in prescrizione, nel 2020. In USA Assange rischia la condanna a vita e persino la pena capitale. La Metropolitan Police ha però fatto sapere che adesso "Assange è ricercato per un crimine molto meno serio rispetto alle iniziali accuse di crimini sessuali" che richiede perciò una "risposta proporzionata" da parte della stessa polizia.

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