Trump annuncerà stasera la sua decisione sul clima

Cornelia Mascio
Giugno 1, 2017

"Annuncerò la mia decisione sull'accordo di Parigi giovedì alle 15 (di Washington)". E ha soprattutto la sua base: gli americani che lo hanno votato, dalla regione delle miniere in Kentucky e West Virginia, sperano ancora in una ripresa del settore per rivitalizzare l'economia locale. Ieri è stato un sito, Usa Axios, a dare il via al rullo di tamburi con una indiscrezione che cita due fonti vicine all'amministrazione della Casa Bianca. Da più parti si invita comunque ad un briciolo di cautela - il presidente può cambiare idea fino all'ultimo momento, è accaduto sul Nafta e potrebbe accadere con il Ttip - ma se la strada fosse davvero segnata, la svolta sarebbe epocale. Lo annuncia lui stesso su Twitter. Secondo un sondaggio condotto dal Yale Program on Climate Communication, 7 americani su 10 vorrebbero rimanere aderenti all'intesa negoziata dall'ex presidente Barack Obama e dalla quale, secondo le anticipazioni della stampa americana, Trump vuole sfilarsi. Se Trump dovesse rinunciare all'impegno preso da Obama sarebbe la seconda marcia indietro sul clima da parte degli Stati Uniti in occasione di un cambio alla Casa Bianca.

Per l'addio a Parigi spingono invece gli ambienti populisti e nazionalisti che ruotano attorno al presidente e che fanno capo al consigliere neo-fascista di Trump, Stephen Bannon.

L'abbandono dell'accordo di Parigi permetterebbe così a Trump di continuare a promuovere l'illusione dell'implementazione di un'agenda che favorisca l'aumento dell'occupazione, a suo dire impossibile all'interno dei vincoli internazionali sulla lotta al cambiamento climatico.

Pare che il tema dominante sia o meno, in ogni caso, la volontà di tenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale, quando si è detto chiaramente che riportare l'America al primo posto era l'obiettivo, costi quel che costi.

Una scelta, se confermata, che non raccoglie i favori né della figlia Ivanka né del segretario di Stato Rex Tillerson, che nonostante il suo passato da numero uno alla Exxon Mobile (compagnia petrolifera) è convinto sostenitore delle politiche climatiche ed ecologista. Questa lettera avrebbe rinforzato TRUMP nella sua decisione che il presidente avrebbe già preso prima di arrivare a Taormina, se - sempre come rivela Axios - già la scorsa settimana confidava ai suoi che era ormai convinto ad uscire dall'accordo.

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