Milano: ergastolo a Pellicanò, fece esplodere palazzo in via Brioschi

Brunilde Fioravanti
Июня 19, 2017

Con la sentenza Pellicanò è stato anche dichiarato decaduto dalla potestà genitoriale sulle due bambine che rimasero ferite gravemente a causa dello scoppio. Il pubblicitario aveva svitato il tubo del gas della cucina del suo appartamento provocando un'esplosione nella palazzina di via Brioschi a Milano nel giugno 2016 e uccidendo la sua ex compagna Micaela Masella, la coppia di vicini di casa marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, e ferendo gravemente le sue due bimbe. Lo ha deciso il gup Chiara Valori nel processo con rito abbreviato. La difesa aveva sostenuto che il pubblicitario non aveva intenzione di uccidere che ha tentato di dimostrare che non si figuravano i reati di strage e devastazione. "La sua capacità di intendere e di volere al momento del fatto - avevano messo nero su bianco i periti Isabella Merzagora, Franco Martelli e Marco Zucconi - era, per infermità, grandemente scemata". Ma il giudice milanese non ha tenuto conto dell'esito della perizia sullo stato di seminfermità mentale dell'imputato e lo ha anche condannato a 5 anni di libertà vigilata una volta finita di scontare la sua condanna.

"Non potrà più fare il padre, vero?".

Il giudice ha anche disposto provvisionali per circa 1 milione e 760 mila euro per la famiglia Masella: rispettivamente 350 mila euro a testa per i genitori della ex compagna, 160 mila euro per la sorella e 400 mila euro a ciascuna delle due figlie della coppia, rimaste gravemente ustionate nell'esplosione. "Purtroppo è una sentenza che non ci restituisce la nostra Micaela", ha commentato il signor Masella. Tra 60 giorni le motivazioni della sentenza. Il pubblicitario dovrà risarcire anche i vicini di casa, che hanno visto i loro appartamenti danneggiati, con somme che si aggirano intorno ai 3mila euro. Il legale di parte civile ha chiesto un risarcimento di 1,2 milioni per genitori e fratello di Chiara.

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