Russiagate, indagini sul business del genero di Trump Kushner

Remigio Civitarese
Giugno 19, 2017

Sembra quasi inutile aggiungere (se un po' s'è capito del carattere di Trump) che il Prez non ha preso troppo bene quest'evoluzione che lo riguarda e giovedì ha sparato tre tweet velenosi tornando sul classico claim "è una caccia alle streghe".

Trump, attraverso il suo account Twitter, risponde alle accuse e prova a smontare l'indagine di Mueller, non solo indicandolo come l'uomo che lo spinse a licenziare il capo dell'Fbi.

Caso Russiagate. Anche il genero e conigliere di Donald Trump Jared Kushner finisce nelle maglie del procuratore generale Robert Muller.

Il riferimento sembrerebbe essere al vice ministro della giustizia Rod Rosenstein, il funzionario che forni' alla Casa Bianca la lettera con le motivazioni del clamoroso siluramento di Comey. Non è la prima volta che il Presidente smentisce con un tweet le dichiarazioni ufficiali di membri del suo staff. Questa volta, però, è stato un suo avvocato a correggere il tiro su quanto affermato dal presidente.

Giovedì il director della National Intelligence, Dan Coats, nominato dal presidente Donald Trump a capo della struttura che coordinata tutte le agenzie di servizi segreti americani, ha testimoniato davanti alla Commissione Intelligence del Senato. Il RUSSIAGATE si conferma sempre più come la più grande caccia alle streghe della storia. Un'esclusiva del quotidiano Washington Post il 15 giugno riportava la notizia che Trump è indagato per "possibile ostruzione alla giustizia" a causa del licenziamento di James Comey, direttore dell'Fbi che stava guidando l'inchiesta sul Russiagate. Che fosse una "persona di interesse" nell'inchiesta era già noto, ma ora emerge che gli investigatori hanno messo a fuoco le sue operazioni finanziarie.

Finora nel mirino c'erano i suoi incontri con l'ambasciatore russo a Washington Sergei Kislyak e con Sergei Gorkov, numero uno della Vnesheconombank, banca di proprieta' dello stato russo. Vista l'aria che tira a preoccuparsi e' anche il vicepresidente Mike Pence, che ha deciso di assumere anche lui un legale privato che lo aiuti a gestire un suo eventuale coinvolgimento nel Russiagate.

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