La grande fuga di oltre 200 sudanesi dall'Italia alla Francia

Aristofane Mori
Giugno 26, 2017

A quel punto i migranti hanno proseguito la loro marcia nel letto del fiume Roja risalendo per 7 chilometri fino alla frazione Calvo, distante soli a 4 chilometri dal confine transalpino. Carabinieri e polizia, dopo un breve confronto con la gendarmerie nationale, si alternano nella sorveglianza del passo, a Olivetta, mentre un elicottero pattuglia la linea di confine.

Dopo una breve riunione con la polizia italiana, che attende i gruppi di profughi sudanesi che stanotte hanno lasciato l'alveo del fiume Roja per tentare di passare il confine con la Francia e evitare lo sgombero dopo l'ordinanza di pulizia del greto del fiume emessa dal sindaco di Ventimiglia Ioculano, gli agenti della Gendarmerie francese sono tornati oltre confine. "Siamo qui da giorni, settimane, mesi". La polizia locale intanto ha già allertato la Gendarmerie francese che sta sorvolando il confine con un elicottero. Si appellano all'Europa sostenendo che il blocco delle frontiere da parte della Francia e degli altri paesi europei vuol dire calpestare i loro diritti.

Una cinquantina si è fermata nella vicina frazione di Torri, dove è tutt'ora guardata a vista dalle forze dell'ordine. Viviamo in un fiume perché nel campo della Croce Rossa non c'è posto per tutti. Da quanto emerso, i migranti che non hanno proseguito il cammino, hanno raccontato di non voler rimanere in Italia, ma di essere intenzionati a raggiungere la Francia per "avere una vita dignitosa".

La polizia italiana ha usato i gas lacrimogeni per contenere un gruppo di circa 400 migranti prevalentemente africani che si trovano attualmente a Ventimiglia con l'obiettivo di raggiungere la Francia.

Probabilmente la decisione di spostarsi sarebbe stata presa in seguito all'ordinanza del sindaco Ioculano che predisponeva per questa mattina la pulizia del greto del fiume Roja.

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