Poteva andare meglio, ma le amministrative non sono le politiche

Aristofane Mori
Giugno 26, 2017

In coalizione abbiamo collaborato con un gran lavoro del coordinatore nazionale Nicola Di Matteo a eleggere al primo turno il sindaco di Avola, in Sicilia e abbiamo partecipato e vinto al ballottaggio di Riccione, per Renata Tosi sindaco. E anche Asti ha un sindaco di centrodestra: Maurizio Rasero ha avuto la meglio su Massimo Cerruti, unico candidato del Movimento 5 Stelle al ballottaggio in un capoluogo. E analizzando anche i risultati reali si scopre che effettivamente il centrodestra ha meno sindaci rispetto al centrodestra. Perché è davvero il centrosinistra la principale vittima di questo turno elettorale. Il candidato di centrodestra Mario Landriscina è eletto col 52,68% sullo sfidante del centrosinistra Maurizio Traglio al 47,32%. E invece ieri la débacle.

La Lanterna non è più rossa, per la prima volta svolta a destra, trainata dal governatore forzista Giovanni Toti e dalla Lega, al termine di una lunga crisi della sinistra locale che andava avanti da anni, dalla vittoria di Marco Doria alle primarie del 2012 fino alla sconfitta alle regionali del 2015 di Raffaella Paita. I risultati dimostrano che, quando come per le amministrative sono possibili valide alternative, la gente dimostra di averne le tasche piene di Renzi, delle sue ministre, delle vicende della sua famiglia, e conferma la disaffezione data dall'altissimo numero delle astensioni, salite al 54%. Il candidato del centrosinistra Paolo Manfredini si ferma al 40,02%.

M5S - "Il MoVimento 5 Stelle continua con la sua inesorabile crescita".

CATANZARO - A Catanzaro centrodestra vince con Sergio Abramo 64,39% delle preferenze, mentre il centrosinistra con Vincenzo Antonio Ciconte si ferma al 35,61%. Insomma, là dove il centrosinistra ha stabilito un'alleanza con forze di sinistra ce l'ha fatta. Un rifiuto che ha penalizzato il Pd renziano sia quando è andato a braccetto con i notabili e i capibastone del Sud sia quando ha partorito compromessi con un'area ancora legata al vecchio Pci, come in Toscana. Giordani lo dice, appena dopo il risultato: "Non voglio più divisioni o liti". Ci aspetta una stagione calda (non solo estiva) in cui tante scelte dovranno essere assunte per Taranto e il ruolo dell'amministrazione locale sarà centrale anche nel condizionare le scelte del governo nazionale. Peggio del solito Liguria e Emilia Romagna. Quel supporto dell'apparato di partito che il PD è riuscito a garantire a Melucci, è invece mancato alla candidata del centro destra Baldassari che, in un crescendo di disperazione, restava sempre più sola nelle fasi finali della campagna elettorale. Dalla riforma costituzionale già sonoramente respinta al mittente al pasticcio della legge elettorale fino ad arrivare al ripristino dei voucher. Spaventano sia a destra che a sinistra, ed il motivo va ricercato nella loro capacità, nonostante il blando radicamento territoriale, di spostare il risultato.

Sul fronte del Segretario Pd si schierano comunque in molti, anche alcuni padri fondatori del partito che normalmente non si espongono troppo, come Pierluigi Castagnetti. Sembra essere questo il verdetto inequivocabile di queste amministrative, che hanno visto il Pd arretrare un po' ovunque a vantaggio del centrodestra. Ha vinto solo in otto comuni, ma cosa hano fatto gli elettori pentastellati?

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