Ballottaggio comunali, niente quorum a Trapani: sindaco non eletto

Aristofane Mori
Giugno 27, 2017

Anche se avversari sulla carta, Fazio e D'Alì, erano stati raggiunti in piena campagna elettorale da alcuni provvedimenti giudiziari, che hanno scosso il panorama elettorale della città siciliana, ma che non hanno fatto in modo che i due candidati si ritirassero dalla corsa a sindaco. Commissariata Trapani che con l'affluenza al 26,75% non raggiunge il quorum del 50% più uno, lasciando alla Regione il compito di scegliere un commissario.

Il ballottaggio spacciato per thriller andato in scena a Trapani è scivolato su un copione dall'esito scontato e senza colpi di scena. I dati hanno registrato un numero di votanti pari a 16.055, meno della metà rispetto al primo turno quando furono 35.377, ossia il 58,94%.

Mentre gli operai smontano tavoli e cavi nel suo desolato comitato elettorale, Piero Savona nel day-after prova a trovare le ragioni della catastrofe elettorale che ha colpito Trapani, rimasta senza sindaco col 74% degli elettori che ha preferito andare al mare o rimanere in casa piuttosto che andare a votare per il ballottaggio, facendo saltare il quorum del 50% perché il secondo turno fosse valido. L'assessore regionale agli Enti locali, Luisa Lantieri, spiega che sarà designato un commissario unico, al posto di sindaco e consiglio comunale. Gli elettori hanno disertato in massa le urne, come auspicato da Beppe Grillo che aveva definito "una farsa" il voto trapanese.

Riflettori puntati soprattutto su Trapani dove le elezioni sono diventate un caso ancora prima della chiamata alle urne dello scorso 11 giugno. Per vincere al primo turno, infatti, è necessario il 40 per cento dei consensi e ogni candidato deve presentare una lista di assessori da nominare in caso di elezione. Vanno, invece al centro destra Termini Imerese con Francesco Giunta che vince sul filo di lana e Floridia dove prevale con il 60 per cento Gianni Limoli. A Palagonia vince Salvatore Astuti sull'uscente Valerio Marletta. Se dovesse essere nominato l'ex capo dell'ufficio inquirente palermitano troverà già due pesantissime scadenze sulla sua scrivania: dovrà trovare i soldi per il co-marketing per evitare che Ryanair abbandoni lo scalo di Birgi e anche quelli per coprire il disavanzo di 3,6 milioni di euro nel bilancio, non approvato. Al candidato del centrosinistra occorrono quindi circa 15mila voti.

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