Consip, Woodcock indagato a Roma per violazione del segreto d'ufficio

Aristofane Mori
Giugno 27, 2017

Il capitano del Noe Giampaolo Scafarto, tramite i suoi legali, ha chiesto di trasferire alla procura di Napoli, a cui è assegnato, oppure a quella di Firenze, dove ha lavorato in passato, le indagini che lo riguardano nell'inchiesta per corruzione negli appalti della Consip, la centrale acquisti del ministero dell'economia.

Il capitano Scafarto avrebbe dovuto essere interrogato oggi per la terza volta dai pm romani ma si è avvalso della facoltà di non rispondere in attesa della decisione dei pm sulla richiesta di trasferimento che potrebbe arrivare entro una decina di giorni. L'atto istruttorio era stato fissato dopo che a Scafarto sono stati contestati due nuovi capi di imputazione: un nuovo caso di falso su un riferimento al generale Fabrizio Farragina, ex Aisi (il servizio segreto interno), in relazione alla vicenda della presunta presenza di esponenti dei servizi durante le indagini svolte da Scafarto su Consip e la rivelazione del segreto compiuto nell'agosto 2016 e nel marzo di quest'anno verso due marescialli, due ex Noe, poi passati all'Aise e quindi ad un'altra amministrazione dello Stato. Gli avvocati Giovanni Annunziata e Attilio Soriano, difensori di Scafarto, hanno detto di ritenere che nella vicenda "si è posta una questione di carattere tecnico, ossia la competenza per territorio". Nell'articolo, pubblicato il 13 aprile, venivano riferite alcune frasi dette da Woodcock ai suoi colleghi in merito all'inchiesta sugli appalti banditi dal gruppo pubblico e sui rapporti tra le procure di Napoli e Roma. L'atto istruttorio e' stato svolto sabato scorso a piazzale Clodio.

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