Migranti, Italia invia messaggio formale a Ue: "situazione grave"

Aristofane Mori
Giugno 28, 2017

Passo formale dell'Italia con la Commissione Europea sul tema dell'immigrazione. È insostenibile, si motiva il passo italiano, che tutte le navi che fanno operazioni di salvataggio approdino in Italia.

La situazione denunciata dal governo è diventata sempre più grave negli ultimi quattro giorni, in cui sono state tratte in salvo più di 10mila persone. La maggior parte effettuano salvataggi dei migranti vicino alle coste libiche per poi consegnare all'Italia le persone soccorse.

Un esodo massiccio questo paventato che manderebbe al collasso il già precario e problematico sistema di accoglienza nostrano, che attualmente non potrebbe gestire un tale flusso di arrivi.

"Fermo restando la priorita' di salvare vite umane, l'accoglienza non può che essere un impegno condiviso da tutti i paesi europei anche perché, oltre un certo limite, sarebbe assai difficile garantire i minimi requisiti di dignità e di rispetto della persona.Mi auguro che il nostro Paese sia unito non solo nel gestire e fronteggiare l'alto numero di migranti ma anche nel sostenere concretamente questa idea in Europa". Proprio la gravita' della situazione ha indotto il ministro dell'Interno marco Minniti, che era diretto a Washington, ad annulare il viaggio e rientrare subito in Italia per affrontare sul campo la nuova emergenza. Il Governo starebbe per bloccare i porti: questa possibilità sta essendo valutata a causa dell'arrivo massiccio di migranti portati da navi di Organizzazioni Non Governative battenti bandiere straniere, quindi diverse da quelle italiane.

Il motivo quindi sarebbe soltanto quello di diminuire gli sbarchi nei nostri porti, con la questione dei rapporti tra immigrati e Ong che non c'entrerebbe nulla in quanto la misura riguarderebbe anche le navi facenti parte delle operazioni Frontex e Eunavfor Med.

La vera sfida però è quella di cercare di impedire le partenze dalla Libia. Uno riguarda l'intensificazione della collaborazione con la guardia costiera libica, addestrata da nostro personale e dotata di 10 motovedette fornite dall'Italia.

Anche il pattugliamento dei confini di terra che dividono la Libia da paesi come il Niger e il Ciad sembrerebbero essere abbastanza inutili, visto che è impossibile controllare bene un territorio così vasto.

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