Popolare Vicenza e Veneto Banca passano a Intesa Sanpaolo: il comunicato ufficiale

Aristofane Mori
Giugno 28, 2017

Quella che ha visto le banche come il canale quasi esclusivo nel finanziamento delle imprese.

A questa cifra si aggiungono circa 400 milioni quale fair value delle garanzie prestate dallo Stato sugli impegni delle banche in liquidazione, per un ammontare massimo di circa 12 miliardi di euro. L'operazione varata ieri fa invece salvi tutti i conti correnti, le obbligazioni "senior" e le sole subordinate in mano alle famiglie: verranno rimborsate all'80 per cento dallo Stato, al 20 per cento da Intesa. Dopo la firma del capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, arriverà a stretto giro il decreto del ministero dell'Economia per la liquidazione e la nomina dei commissari da parte della Banca d'Italia.

A tutta risposta arriva la nota di Bankitalia che classifica la liquidazione delle banche venete, con la cessione a Intesa Sanpaolo delle attività sane, come "un'operazione necessaria inevitabile, condotta in tempi rapidissimi, che nella sua struttura avrà costi limitati per lo Stato e che ha evitato shock al sistema finanziario e all'economia reale" sottolinea il vice direttore generale di Bankitalia, Fabio Panetta. E perderanno tutto anche i detentori delle obbligazioni non privilegiate, che valgono 1,3 miliardi di euro. I primi, di fatto, diventano correntisti di Intesa Sanpaolo, mentre i secondi verranno rimborsati per il 100 per cento alla scadenza. Tuttavia, atteso che l'applicazione della procedura ordinaria rischierebbe di produrre conseguenze negative per il tessuto produttivo e sociale, per l'occupazione e per i risparmiatori, il Governo ha ritenuto necessario adottare misure pubbliche a sostegno di una gestione ordinata della crisi delle due banche, nel contesto di una speciale procedura d'insolvenza.

In arrivo poi ci sono quattromila esuberi e seicento sportelli da tagliare. Messina ha cercato subito di alleviare la forte preoccupazione dei sindacati dichiarando che non ci saranno licenziamenti ma solo uscite "su base volontaria". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni spiegando che è stato deciso di "stanziare 5 dei 20 miliardi" del decreto salvarisparmio "all'intervento sulle banche venete e mi auguro che una gestione dei crediti deteriorati assennata ci consenta di recuperarli in tutto o in parte nei prossimi anni".

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