Puglia, l'Unesco premia le faggete secolari della Foresta Umbra: sono Patrimonio dell'Umanità

Modesto Morganelli
Luglio 15, 2017

Nella nota viene sottolineato che "fin dalla fine dell'ultima era glaciale, il faggio europeo si è diffuso nelle Alpi, nei Carpazi, nel Mediterraneo e nei Pirenei in un breve periodo di poche migliaia di anni in un processo ancora in corso".

Ma'ay'ah ha dichiarato che il ministero del Turismo e dei Beni culturali chiederà l'aiuto dell'UNESCO per sviluppare progetti atti a preservare il patrimonio culturale di al-Khalil e riabilitare l'infrastruttura turistica, con lo scopo di promuovere il sito come patrimonio dell'umanità che vale la pena visitare.

Nella lista rientrano le faggete del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (a Villavallelonga-Valle Cervara, Lecce nei Marsi-Moricento, Pescasseroli-Coppo del Principe e Coppo del Morto, Opi-Val Fondillo); quelle di Sasso Fratino (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi), della Foresta Umbra (Parco Nazionale del Gargano), di Cozzo Ferriero (Parco Nazionale del Pollino), del Monte Cimino (Soriano nel Cimino) e di Monte Raschio (Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano), per una superficie complessiva di oltre 2.000 ettari. "Il faggio raggiunge qui 350 anni di età ed un'altezza di 45 metri". "Essere diventata un sito Unesco favorirà ulteriormente l'attrattività del Gargano, che resta una punta di diamante del turismo in Puglia".

Le "faggete vetuste" della Foresta Umbra nel Gargano entrano così nella rete europea delle foreste vetuste di faggio della quale fanno già parte quelle della Slovacchia, dell'Ucraina e della Germania; si tratta di un 'riconoscimento seriale', dato che da tempo l'UNESCO propende più per riconoscimenti "plurali" che per destinazioni o beni singoli.

E' ilsito che raccoglie un insieme dei più rappresentativi sistemi difensivi alla moderna realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. L'Italia vanta ad oggi 53 siti sul territorio nazionale che hanno ottenuto il riconoscimento dell'Unesco di tesori mondiali sotto tutela. Sono 12 i paesi europei che possono vantare un simile riconoscimento. Proprio queste sono state le motivazioni che hanno convinto la commissione giudicatrice. "Con le Mura veneziane di Bergamo salgono dunque a undici i siti Unesco della nostra regione, dieci 'materiali' piu' il sito 'immateriale' del 'saper fare il liutario' riconosciuto alla citta' di Cremona".

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