"Adesso tocca a me": Bocci è Borsellino, con paura e coraggio

Brunilde Fioravanti
Luglio 17, 2017

Questo e molto altro nel dossier "Parole di verità: speciale Paolo Borsellino", cuore nel nuovo numero di Antimafia Duemila dedicato al venticinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e via d'Amelio. L'intera produzione è stata curata da Aurora TV in coproduzione con Rai Fiction che con grande orgoglio hanno presentato questo importantissimo progetto televisivo sotto forma di docufiction infatti all'interno del film saranno presenti molte sequenze che raffigurano documenti storici reali come le testimonianze, le memorie e i discorsi di molte famiglie e di alcuni rappresentanti dello Stato.

"Un modo per mantenere alta l'attenzione sui temi della legalità e sull'importanza di compiere il proprio dovere con lealtà e giustizia - spiega l'assessore Aiello - proprio come hanno fatto Falcone e Borsellino". La manifestazione "Marina di Ragusa non dimentica - 1992/2017 - in cammino sui passi di Paolo Borsellino", giunta alla sua 6° edizione, organizzata dal Comitato cittadino dei movimenti ed associazioni giovanili e sostenuta dal Comune di Ragusa, si articolerà in una fiaccolata che partirà da Piazza Duca degli Abruzzi alle ore 22, percorrerà il lungomare Andrea Doria e raggiungerà Piazza Malta dove gli organizzatori hanno programmato l'incontro-intervista con Leonardo Ferrante, autore insieme ad Alberto Vannucci del libro "Anticorruzione pop" e referente nazionale del settore Anticorruzione civica e cittadinanza monitorante delle associazioni Libera e Gruppo Abele.

A 25 anni di distanza dalle stragi, però, secondo Bocci, si può dire che Falcone e Borsellino non sono morti invano.

"Nella lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere solo una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità", aggiunge il dirigente sindacale. "Perché non siamo un popolo suddito della mafia, anzi, assolutamente no".

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