Migranti: Ue, ok a codice Italia per Ong

Remigio Civitarese
Luglio 17, 2017

Dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, indiscrezioni confermano che giovedì a Bruxelles si è svolta una riunione a cui ha partecipato una delegazione del nostro Paese, rappresentanti di Frontex e della Commissione europea dove si è formalizzata la decisione di regolamentare le attività delle Ong nell'ambilto della gestione del fenomeno migratorio. È così che Roma, secondo il quotidiano britannico, pensa di risolvere la crisi dei rifugiati e di fronte al rifiuto di cooperare degli altri Stati Ue. Speriamo solo che non si tratti di nuovi accordi capestro come quelli segnalati dalla Bonino. Per far recepire la direttiva sui permessi temporanei serve una maggioranza di 14 Paesi su 27 e, considerando l'isolamento attuale dell'Italia in Europa, bisogna sperare che il governo chiuda degli accordi con singoli Stati della Ue per ottenere una applicazione immediata della direttiva. "Non e' una minaccia all'Europa", ha precisato, ma "qualcosa previsto dalla normativa vigente: qualcosa di molto piu' serio, di meno velleitario e meno illegale dell'annunciato blocco dei porti".

Durante il renzismo si è radicato un sistema di speculazione "poetica" oltre che economica sull'immigrazione, dagli esiti imprevedibili e che potrebbero sul lungo periodo diventare sempre più drammatici. La Francia, che giá blocca i migranti che provano a passare il confine in Liguria, schiererebbe i gendarmi come giá fece due anni fa. "Non ci sono atti di forza, ma un duro negoziato". In media infatti solo il 20% di chi presenta una domanda in Italia fugge da una guerra o da persecuzioni. Il governatore della Lombardia, Maroni, all'epoca ministro dell'interno nel governo Berlusconi, i visti li utilizzò e non scarta l'ipotesi a priori, ma sottolinea che a differenza di allora l'esecutivo attuale non intende dichiarare lo stato di emergenza, né, al momento, si riescono a identificare i migranti sparpagliati sui territori. "Dobbiamo continuare a spingere sull'Europa che non può lasciarci soli". E a quel punto molti si sposterebbero al Nord.

Le partenze dalla Libia si sono incrementate, altre duecentomila persone aspettano di farlo, ed è aumentato il numero dei morti nel Mediterraneo nonostante le tante e generose operazioni di salvataggio, come denunciano le organizzazioni umanitarie.

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