Morte al Luna Park, giovane mamma precipita da una 'capsula gravitazionale'

Remigio Civitarese
Luglio 17, 2017

La donna era salita su una giostra chiamata capsula gravitrazionale e denominata "Palla", una delle maggiori attrazione del parco per vivere il brivido che questo tipo di intrattenimenti regala a chi li apprezza. Sia la donna che il ragazzo sembra fossero assicurati ai rispettivi supporti.

Tragedia ieri sera poco dopo le 23 al #Luna park di #San Benedetto del Tronto. Alcuni testimoni anno dichiaro che la giovane si sia sganciata dalle cinture di sicurezza e poi sarebbe scivolata. La giostra era una capsula gravitazionale.

"Abbiamo appreso della tragica morte di Francesca mentre eravamo riuniti nella cappella delle apparizioni a Fatima: abbiamo presentato subito durante la Santa Messa la nostra preghiera alla Madonna per lei e per il suo bambino". "È una tragedia immane - aggiunge il primo cittadino - che ha colpito tutta la comunità di San Benedetto, attonita di fronte a un lutto così grave".

La famiglia di Francesca Galazzo respinge con forza la tesi che l'amata figlia, colta dal panico, possa volontariamente essersi slacciate le cinture.

Una donna è morta dopo essere stata sbalzata da una giostra, precipitando per una ventina di metri. Sul posto, oltre al personale del 118, sono arrivati anche i carabinieri, i poliziotti e i vigili del fuoco, che hanno iniziato a compiere i primi rilevamenti per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente. Con lei c'era un'amica. La ragazza, però, aveva deciso di recuperare un pezzo mancante della sua famiglia e compiuti 18 anni era andata a trovarla chiedendole di ricucire il rapporto con sua madre. La ricognizione cadaverica effettuata dal medico legale Claudio Cacaci subito dopo il tragico incidente ha evidenziato diverse fratture alla testa e al corpo causate dall'impatto con la scala d'accesso all'attrazione.

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