Yara, Bossetti a processo: DNA è sbagliato, sentenza sia di innocenza

Remigio Civitarese
Luglio 17, 2017

Processo d'Appello a Brescia: è il giorno della sentenza su Massimo Bossetti, che ha proceduto alle sue dichiarazioni spontanee. tutto l'intervento si è incentrato sul pensiero rivolto alla bambina, per cui lui è già stato condannato all'ergastolo.

Yara Gambirasio "poteva essere mia figlia, la figlia di tutti noi, neanche un animale avrebbe usato tanta crudeltà", ha detto Bossetti, che questa mattina ha reso dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte d'Assise e d'Appello di Brescia che in camera di consiglio decideranno se riaprire il dibattimento, ammettendo la perizia sul Dna chiesta dalla difesa, o emettere la sentenza. Oggi ha chiesto scusa per "il comportamento scorretto" tenuto nella prima udienza quando era sbottato alle affermazioni del sostituto procuratore generale. "Pensate come può sentirsi una persona attaccata con ipotesi fantasiose e irreali", ha spiegato nel ribadire la sua innocenza.

"Confido che finalmente sia fatta Giustizia e io possa tornare a riabbracciare i miei cari da uomo libero e innocente quale sono, anche se ho una vita stravolta e comunque segnata per sempre". La tredicenne scomparve il 26 novembre 2010 dopo aver lasciato la palestra di Brembate di Sopra, paese della Bergamasca in cui viveva. Perchè mi avete trattato così, umiliandomi davanti ai miei figli ed al mondo intero, calpestando la mia dignità? In primo grado i giudici accolsero sostanzialmente l'impostazione della Procura e inflissero l'ergastolo a Bossetti che fu invece assolto dall'accusa di calunnia per aver cercato di indirizzare le indagini su un suo collega di lavoro. "Perché, perché, perché?" ha detto il muratore. "Fin dal giorno dell'arresto mi hanno interrogato per ore, ma a che cosa serve se poi non ti credono e fanno e quello che vogliono? Non sono io l'assassino".

Secondo l'accusa, l'assenza del Dna mitocondriale dell'imputato nelle tracce trovate sugli slip della vittima "non inficia il risultato: è solo il Dna nucleare ad avere valore forense". "Lo spero io, lo devono sperare i Giudici, sono convinto che lo speri Yara da Lassù, almeno fino a quando il suo vero assassino che è ancora libero e sta ridendo di me e della Giustizia, sconterà la giusta pena", le sue parole ribadite anche in Aula. Il furgone immortalato vicino al centro sportivo di Brembate non è di Bossetti; le sfere e le fibre non riconducono con "nessuna certezza" all'imputato che non ha mai cambiato abitudini e che anche quella sera era a casa.

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