Felicità è salute, la dopamina aiuta il sistema immunitario

Modesto Morganelli
Luglio 18, 2017

A dirlo è una ricerca nata in Italia e pubblicata su Nature. Sembra pero' avere anche un ruolo chiave come 'regista' del sistema immunitario, secondo lo studio coordinato per il San Raffaele da Claudio Doglioni, direttore dell'Unita' di Anatomia e Istologia patologica e professore dell'universita' Vita-Salute, e per l'ateneo australiano da Carola Vinuesa, direttrice del Dipartimento di Immunologia. In altre parole, nel momento in cui la dopamina viene rilasciata dalle cellule T, essa va a migliorare la risposta immunitaria da parte dei linfociti B.

La dopamina e' un neurotrasmettitore, una molecola-segnale che permette la comunicazione tra le cellule nervose, ricordano gli esperti di via Olgettina. Quando il nostro organismo viene attaccato da un agente esterno, virale o batterico, il sistema immunitario si attiva per produrre anticorpi in grado di riconoscere la minaccia e neutralizzarla. Ed e' proprio in questa fase che entra in gioco la dopamina. Farmaci che bloccano i recettori per la dopamina, infatti, potrebbero costituire una terapia aggiuntiva a quelle in uso. Il problema di usare le proteine come molecole-segnale e' che queste, prima di poter essere utilizzate, devono essere sintetizzate dalla cellula stessa a partire dal corrispondente gene contenuto nel Dna: un processo laborioso e lento.

Insomma questa sostanza aumenta la quantità di anticorpi in circolazione in caso di infezione.

Un'ipotesi rafforzata dalla scoperta che questo meccanismo non è presente in animali più semplici, come i topi. Gli anticorpi dunque non sono tutti uguali, e possono essere più o meno adatti per difenderci dalle invasioni.

Attraverso una simulazione al computer i ricercatori hanno determinato che il neurotrasmettitore, una volta rilasciato dalle cellule T, velocizza e migliora la risposta immunitaria dei linfociti B. Lo stesso meccanismo è stato osservato nei campioni di tessuti di 200 bambini ai quali sono state rimosse le tonsille. Il processo avviene senza sosta all'interno dei cosiddetti "centri germinativi", strutture che si formano dentro i linfonodi. "La difficoltà per gli studiosi è proprio l'assenza del modello murino, solitamente utilizzato per le sue analogie con l'uomo, sia per quanto riguarda il sistema nervoso, che dal punto di vista immunitario". Sono ipotizzabili applicazioni nel campo delle malattie autoimmuni, dove c'è una super produzione di anticorpi "inutili" o addirittura dannosi, e per esempio nel campo dei vaccini, accelerando la produzione di anticorpi "buoni".

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