Relazione semestrale della Dia: "Così la 'ndrangheta gestisce le risorse pubbliche"

Remigio Civitarese
Luglio 27, 2017

Il capo della locale direzione della DIA, Roberto Cilona, ha analizzato l'andamento del fenomeno mafioso nell'agrigentino facendo un vero e proprio bilancio nel corso di una conferenza stampa dove ha illustrato i dettagli della relazione del secondo semestre dell'anno 2016 presentata dal Ministero dell'Interno al Parlamento.

In Toscana le mafie si mimetizzano, si infiltrano evitando di destare allarme sociale e puntano al business dei rifiuti e agli appalti pubblici.

Come accennato, le attività illecite spaziano dalle estorsioni al gioco d'azzardo, all'infiltrazione nel settore agroalimentare, attraverso l'imposizione di beni o merci, quale ulteriore modalità estorsiva e di controllo del territorio.

In particolare il basso Lazio conserva il legame con il clan Casalesi. A riguardo viene ricordata l'esecuzione nei primi giorni di agosto, da parte della Guardia di Finanza, di una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal tribunale di Frosinone nei confronti di un imprenditore campano, già destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in quanto parte integrante di un'organizzazione criminale campano-laziale, espressione anch'essa degli interessi dei casalesi e attiva anche nel settore delle scommesse illegali online. 58398/11 RGNR, nr.16133/15 RGGIP e contestuale decreto di sequestro beni del 9 dicembre 2015, G.I.P. del Trib. di Roma.

In Liguria si conferma la presenza di pregiudicati napoletani nella Regione, con il gruppo criminale camorrista Tagliamento (collegato al clan Zaza) che, spostatosi in Costa Azzurra, risulta tuttora punto di riferimento oltre che della criminalità marsigliese anche di quella partenopea operante nel comprensorio di Sanremo ed attiva nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nell'usura, nelle estorsioni, nelle scommesse clandestine e nell'esercizio abusivo del gioco. Nella Capitale la relazione segnala ancora il rinnovato interesse di ex militanti della c.d.

Il giro d'affari legato ad azzardo e scommesse travalica i confini nazionali. Una commissione coordinerebbe l'operato delle diverse famiglie mafiose, attraverso la composizione dei contrasti interni e l'individuazione delle strategie criminali di interesse generale.

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