Pensioni, Boeri: "Lo stop all'adeguamento è pericolosissimo e costerà 141 miliardi"

Cornelia Mascio
Agosto 13, 2017

Il numero uno dell'Inps ha infine concluso il suo intervento: "Inoltre le pensioni sarebbero più basse, quindi questo stop all'aumento progressivo dell'età pensionabile non è neanche nell'interesse dei lavoratori più deboli".

Il requisito anagrafico va infatti calibrato in base al parametro dell'aspettativa di vita.

Pensioni a 67 anni? Per il presidente dell'Inps "è pericolossimo toccare il meccanismo" dell'adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita, "perché può avere sia effetti in avanti che all'indietro".

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"Le generazioni che hanno già vissuto questo adeguamento, per esempio con l'aumento dell'età pensionabile di quattro mesi nel 2016, o prima ancora, di tre mesi nel 2013, direbbero: ma perché noi abbiamo dovuto pagare? - prosegue Boeri - E poi, guardando ancora più in avanti, avremmo un ulteriore aggravio di spesa pensionistica che noi stimiano in 141 miliardi di euro". Cifra che si intende accumulata negli anni a venire, non in una sola botta. Se una persona "percepisce la pensione più a lungo, perchè si vive più a lungo, è giusto anche che contribuisca più a lungo al sistema", previdenziale "altrimenti il sistema non riesce a reggere": promuovere le uscite anticipate si riflette quindi inevitabilmente sugli importi delle pensioni perchè "col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano".

Il problema è che i contributi da versare più a lungo sono una certezza, mentre il fatto di essere più longevi è una statistica, vale a dire una pia speranza che dovrà poi andarsi a scontrare con il mondo reale (il che significa tagli alla sanità, meno soldi per mangiare prodotti di qualità, sempre più inquinamento e problemi di rifiuti, eccetera). "A quel punto uscirebbero con delle pensioni più basse" visto il funzionamento del sistema contributivo. E ancora a salire, fino a 68 anni dal 2031 e a 70 anni dal 2057. L'intervento della Ragioneria dello Stato è del tutto inopportuno perché a essa spetta il compito di vigilare sull'affidabilità dei conti dello Stato, non di intervenire sulle scelte politiche che la determinano.Critica anche la UIL con Domenico Proietti, segretario confederale del sindacato che spiega che la Ragioneria Generale "ha compiuto un intervento da cartellino rosso: non è sua competenza intervenire in materia su cui, invece, sono il Governo e il Parlamento a dover decidere". Un provvedimento che costerebbe decine di miliardi negli anni, ma gli unici allarmi per l'aumento della spesa sono arrivati dai tecnici, il presidente dell'Inps Tito Boeri e la Ragioneria dello stato. Sarà dunque pensione di vecchiaia a 67 anni.

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