Chikungunya, registrati due nuovi casi nelle Marche ea Modena

Cornelia Mascio
Settembre 17, 2017

In 24 ore nel Lazio i casi sono quasi raddoppiati, passando dai 27 giovedì ai 47 di oggi.

L'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha diffuso sul proprio sito web un documento che mette in guardia i viaggiatori sul focolaio di casi di Chikungunya, la malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette che ha già fatto registrare 64 casi nel Lazio.

Lo si legge in un documento pubblicato nella sezione Risposta alle emergenze del sito dell'Oms. "L'area in cui si sono registrati i casi è altamente popolata e frequentata da molti turisti, soprattutto nei mesi estivi". E la Regione Lazio convoca per lunedì i rappresentanti di Roma Capitale e delle altre amministrazioni interessate, Latina e Anzio, "per verificare l'azione di disinfestazione messa in atto fin qui". Si raccomanda di evitare il contatto con le zanzare usando un abbigliamento corretto e i repellenti. "Purtroppo si prevede una possibile estensione del fenomeno con nuovi casi di Chikungunya in altre regioni, anche se l'abbassamento delle temperature con l'arrivo dell'autunno giocherà a nostro favore".

La situazione in Lazio - "Dei 64 casi accertati dal Seresmi (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive) nel Lazio, 54 riguardano persone che risiedono ad Anzio o che vi hanno soggiornato nei 15 giorni precedenti, sette casi sono stati registrati a Roma e tre a Latina". Sul fronte si muove la Croce Rossa di Roma che ha messo a disposizione il numero della Sala Operativa 06-5510 per tutti i romani che abbiamo bisogno di informazioni sulla donazione del sangue. "Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace - scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) -".

Un caso di Chikungunya è stato segnalato a Castelplanio, in provincia di Ancona, dove un uomo di 65 anni, che aveva trascorso le vacanze in una località balneare nel Lazio, pochi giorni dopo il rientro nelle Marche è stato ricoverato a Fabriano con i sintomi tipici della malattia. "Di conseguenza ci si aspetta di identificare nuovi casi in futuro". "Al momento - conclude l'Organizzazione mondiale della sanità - c'è un altro focolaio autoctono nel dipartimento del Var, in Francia".

L'Italia non è considerata più un paese dove è sicuro viaggiare.

Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda, torna all'attacco e punta il dito contro il Governo e contro gli immigrati. Si tratta dell'ennesimo virus, portato dalle zanzare lo sappiamo, che a casa nostra era sconosciuto o, come nei recenti casi di malaria, di tubercolosi e di lebbra, era debellato e inattive da decenni. "E' impensabile che il Governo abbia fatto arrivare oltre 600 mila immigrati dall'Africa in tre anni senza assumersi la responsabilità di prevenire il diffondersi delle malattie che potevano portare con loro dall'Africa".

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