Lavoratori italiani all'estero, la nuova guida dell'Agenzia

Remigio Civitarese
Settembre 19, 2017

La brochure è disponibile nella sezione "L'Agenzia informa" del sito www.agenziaentrate.gov.it, volta a garantire un accesso semplice e intuitivo alle informazioni sugli argomenti fiscali di maggior interesse.

Il personale dell'ufficio della direzione provinciale dell'Agenzia delle Entrate di Biella ha stigmatizzato le immotivate resistenze dell'Agenzia e del Ministero vigilante a voler prevedere il dovuto riconoscimento professionale per il personale dell'Agenzia denunciando la situazione di "forte difficoltà operativa e lavorativa dovuta alle continue modifiche normative, gli obiettivi sempre più irragionevoli e il difficile clima esterno creato da una campagna di delegittimazione del personale dell'Agenzia in alcun modo contrastato dall'Autorità politica e dal vertice dell'Agenzia".

Con una Guida intitolata "LAVORATORI ITALIANI ALL'ESTERO: come evitare la doppia tassazione e usufruire del credito d'imposta" appena pubblicata, l'Agenzia delle Entrate riprende e conferma il nostro lavoro elaborato e sviluppato nei mesi scorsi in riferimento ai rischi fiscali nei quali incorrono i lavoratori italiani all'estero che non si iscrivono all'AIRE ed omettono di presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. Il documento rimarca subito che il contribuente che lavora all'estero, ma mantiene la residenza italiana, deve comunque pagare le imposte in Italia anche sui redditi esteri, salvo quando esiste un accordo tra i due Stati che disponga diversamente (Convenzioni contro le doppie imposizioni siglate dall'Italia con gli Stati esteri).

In quale caso un lavoratore, pur svolgendo l'attività all'estero, si considera residente in Italia ai fini delle imposte sui redditi?

La guida ricorda, inoltre, l'obbligo dell'iscrizione all'Aire (Anagrafe degli italiani residenti all'estero) per chi trasferisce la propria residenza da un comune italiano all'estero, compresi i Paesi dell'Unione europea.

Per questo motivo, è necessario dichiarare in Italia anche i redditi conseguiti all'estero.

Invece, per coloro che, oltre a non essersi iscritti all'Aire, non hanno presentato per gli anni precedenti la dichiarazione dei redditi in Italia, sarà conveniente approfittare della riapertura dei termini (al 30 settembre 2017) per aderire alla procedura della "collaborazione volontaria" (voluntary disclosure).

I cittadini italiani che non si sono iscritti all'Aire, ma che hanno comunque presentato una dichiarazione, senza però indicare in essa i redditi percepiti all'estero, possono mettersi in regola producendo una dichiarazione dei redditi integrativa (articolo 2, comma 8, del Dpr 322/1998). In tal caso, infatti, il reddito oggetto di integrazione deve ritenersi, comunque, dichiarato e, conseguentemente, al contribuente spetta la detrazione delle imposte pagate all'estero. Difatti, una disposizione contenuta nella legge 96/2017 (che ha convertito il Dl 50/2017) consente di superare il divieto previsto dal comma 8 dell'articolo 165 del Tuir.

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