Lecce, l'indagine sull'omicidio di Noemi non è chiusa: si valutano nuovi fermi

Remigio Civitarese
Settembre 19, 2017

Il giovane è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dai futili motivi e, come il giudice precisa nel provvedimento di convalida del fermo, la "labilità psichica e l'insieme degli elementi ricavabili dalla documentazione sanitaria", "non possono portare in ogni caso a ritenere che in questa fase non fosse pienamente capace di intendere e di volere nel momento in cui ha commesso l'azione delittuosa".

Il cadavere della vittima era "estesamente decomposto" e "brulicava di larve" quindi è stato complicato anche riuscire a compiere tutte le operazioni necessarie ad effettuare gli ulteriori approfondimenti che sono stati predisposti.

Il lavoro del medico legale Roberto Vaglio sul corpo della 16enne si è concluso nel pomeriggio.

Presenti durante le oltre sette ore di esame eseguito nella camera mortuaria dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce sia il procuratore e il sostituto procuratore del Tribunale minorile di Lecce, Maria Cristina Rizzo e Anna Carbonara, che i consulenti e i periti delle parti. Dall'esame si potrà sapere qualcosa in più sulle modalità con le quali il 17enne L.M. (reo confesso) ha ucciso la 16enne. Una versione poi cambiata successivamente, quando il ragazzo ha parlato di un coltellino che avrebbe utilizzato per uccidere la fidanzata infliggendole un fendente al collo. È stato inoltre confermato che la Tac compiuta sul corpo nei giorni scorsi non ha rilevato fratture. In mattinata, a partire dalle 9, sarà allestita a Specchia la camera ardente.

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