Lavoro e nuovi contratti, più di tre su quattro sono precari

Cornelia Mascio
Settembre 21, 2017

E tra queste si registra un "significativo incremento" dei contratti di somministrazione (20,4%) e un vero boom per quelli a chiamata passati in questo periodo da 11mila del 2016 a 251mila con un incremento del 124,7%. Numeri in decisa frenata, se si pensa che "nel 2015 - scrivono i tecnici dell'Inps - quando era in vigore l'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, era stato raggiunto il picco del 38,8%". Ma sono calati del 4,6% i contratti a tempo indeterminato compressi dall'aumento delle assunzioni part time e dall'incremento dei contratti di lavoro a chiamata. Lo rileva l'inps, spiegando che anche il saldo annualizzato, relativo agli ultimi 12 mesi, "risulta positivo" e "pari a +571.000", frutto della "crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+18.000), dei contratti di apprendistato (+52.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+501.000, inclusi i contratti stagionali)". Tra gennaio e luglio sono quindi stati 'accesi' più rapporti di lavoro di quelli che invece si sono 'spenti', analizzando sempre le dinamiche del mercato del lavoro nel settore privato. Tendenze che per l'Istituto "attestano il rafforzamento della fase di ripresa occupazionale".

Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (ivi incluse le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti) sono risultate 215.000, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016 (+0,7%).

LICENZIAMENTI E DIMISSIONI - Nei primi 7 mesi del 2017, infatti, sono aumentate del 23,2% le cessazioni concentrate esclusivamente sui rapporti a termine mentre i licenziamenti, 340mila complessivi, registrano, sempre tra gennaio-luglio, un calo del 4,4%. Il tasso di licenziamento, calcolato sull'occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, dunque, è risultato per i primi sette mesi del 2017 pari al 3,1%, in lieve riduzione rispetto allo stesso periodo del 2016 (3,2%).

L'Inps accende un faro anche sul rapporto tra nuove posizioni lavorative e retribuzioni mensili, registrando, "per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-luglio 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro (54,8% contro 57,8% di gennaio-luglio 2016)".

I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell'Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo "Osservatorio sul precariato", dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie.

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