Manifestazione, gli studenti scendono in piazza contro la Buona scuola

Cornelia Mascio
Ottobre 12, 2017

"Ma non solo - continuano i ragazzi - scendiamo in piazza perché le nostre scuole, strade e piazze sono diventate luoghi di controllo: dalle telecamere di sorveglianza ai cani antidroga in classe".

Il coordinamento pisano di Mdp: "Nella scuola il rapporto col lavoro ha senso solo se aiuta il processo di apprendimento di quelle persone che imparano più facilmente attraverso il fare che attraverso la teoria". I ragazzi, all'uscita della scuola, potranno essere accompagnati da un adulto che dovrà necessariamente munirsi di delega e documento di identità. Sventolando striscioni di protesta, gli studenti si muoveranno in corteo per le vie del centro, passando dalla stazione di Bari e concludendo la manifestazione in piazza Diaz. "Troppa responsabilità, capiamo le famiglie, ma alla fine siamo noi ad essere chiamati dai giudici", dice Antonietta Iuliano, dirigente dell'istituto Alberico da Rosciate di Bergamo. "Durante lo scorso anno abbiamo svolto un'inchiesta regionale che ha coinvolto migliaia di studenti in tutta la Regione sulle condizioni degli studenti e delle studentesse impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro".

La vicenda ha fatto discutere parecchio. È un modo, spiega "per affievolire un po' la nostra responsabilità e aiutare i genitori".

I miei genitori non si sono mai preoccupati che fossi troppo piccola per avere quel tipo di autonomia: semplicemente hanno ritenuto giusto che quello era il momento adatto per darmi più responsabilità.

E l'autonomia dei quasi adolescenti? La circolare ha riscosso parecchie perplessità anche in Daniele Novara, un pedagogista che ha dichiarato al CorSera: "Un'idea balzana dettata dalla paura, dalla mancanza di responsabilità pedagogica e dalla burocratizzazione della scuola".

Giuseppe Noisi, Cobas Scuola Pisa: "Studenti e studentesse di tutte le scuole superiori, a Pisa come nel resto d'Italia, sono diventati un grande serbatoio di manodopera a costo zero per aziende e attività imprenditoriali di tutti i settori, mentre il diritto allo studio e all'istruzione diventano un obiettivo sempre più labile e remoto".

Per tutte queste ragioni effettueremo uno sciopero al rovescio, pratica sindacale attuata dagli operai della Sicilia metà degli anni 50', che consisterà non solo in cortei mattutini ma anche in tutta una serie di momenti di attivazione nelle piazze (concerti, assemblee pubbliche, work shop e flash mob) per riprenderci il tempo che questo modello produttivo ci sottrae. Ogni giorno arrivano notizie di abusi sui ragazzi, del vero o proprio sfruttamento che subiscono, prede facili per imprenditori che cosi finalmente si liberano di quelle 4 regole che sono rimaste sui contratti nazionali o dello Statuto dei Lavoratori o peggio della legge sulla Sicurezza.

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