Iraq: curdi schierano altre migliaia Peshmerga a Kirkuk

Remigio Civitarese
Октября 13, 2017

Un nuovo teatro strategico si è aperto in medioriente, dopo le sconfitte e i ripiegamenti di ISIS nella regione ad opera principalmente dei raid aero-navali russi e delle avanzate terrestri siriane e irachene è la volta di un nuovo attore che ha monopolizzato per giorni l'opinione pubblica e la stampa occidentale, il referendum curdo-iracheno.

Ciò che ha allarmato la popolazione curda, che ancora oggi combatte i tagliagole dell'Isis, è stato l'annuncio del Consiglio di sicurezza della regione del Kurdistan che con un tweet dell'11 ottobre ha annunciato un attacco imminente da parte delle forze irachene alla regione curda.

Il dispiegamento fa seguito a quelle che Rasul ha definito come "minacce" di un possibile attacco delle forze governative centrali.

Ma l'intesa curdo-israeliana non si ferma qua, un ufficiale dei Peshmerga (la milizia del Kurdistan iracheno) saluta così l'appoggio di Benjamin Netanyahu alla loro causa. Kirkuk venne poi liberate dai peshmerga curdi. Ora è al centro del contenzioso anche perché è una zona ricca di giacimenti petroliferi.

Proprio ieri un tribunale federale iracheno ha ordinato l'arresto dei membri della commissione elettorale della Regione del Kurdistan e di tutti funzionari curdi coinvolti nell'organizzazione del referendum del 25 settembre scorso sull'indipendenza; non solo: il primo ministro Haider al-Abadi ha chiesto che il referendum, in cui il 92% degli elettori curdi hanno votato per la secessione, venga annullato. Ma dietro alla questione del Kurdistan c'è molto di più: forse una guerra del petrolio?

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