Istat: primo studio sulla corruzione nel nostro Paese

Remigio Civitarese
Ottobre 13, 2017

Forse anche per questo, l'Istat ha introdotto nell'indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016 una serie di quesiti per studiare il fenomeno della corruzione.

La regione con più tentativi di corruzione è il Lazio (con il 17,9% di famiglie coinvolte) e il minimo nella Provincia autonoma di Trento (2%), ma la situazione sul territorio è molto diversificata a seconda degli ambiti della corruzione. Nei 12 mesi precedenti l'intervista, tra le famiglie che hanno avuto richieste, il 67% ne ha avuta una, il 21,2% da due a cinque, il 3,3% più di cinque mentre nell'8,6% dei casi non si ha una risposta3. Per il 3,2% delle famiglie il settore lavorativo è quello più interessato dalla corruzione, soprattutto in momenti particolari come quando si cerca lavoro, si partecipa a concorsi o si avvia un'attività lavorativa (2,7%).

Il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) ha poi ricevuto una richiesta di denaro o scambi di favori, continua l'Istat. Seguono il commercio di favori, nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), i regali (9,2%) e, in misura minore, altri favori (7,6%) o una prestazione sessuale (4,6%).Tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l'85,2% ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato.

Le famiglie che vivono nei centri dell'area metropolitana hanno ricevuto una richiesta di denaro o favori in cambio di servizi in proporzione quasi doppia rispetto a chi vive nei comuni più piccoli fino a 10 mila abitanti (rispettivamente 11,3% e 6%). È il quadro preoccupante che emerge dal report Istat "La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie", condotto su un campione di 43 mila persone tra i 18 e gli 80 anni.

Nella maggior parte dei casi di corruzione degli ultimi 3 anni c'è stata una richiesta esplicita da parte corruttore (38,4%) o questi lo ha fatto capire (32,2% dei casi). L'istituto nazionale di statistica ha effettuato l'indagine prendendo in considerazione come "corruzione" tutti quei casi in cui qualcuno avanza richieste di denaro, favori, regali e in cambio elargisce servizi e agevolazioni. Meno frequente la richiesta da parte di un intermediario (13,3%). Il fenomeno della corruzione è presente anche nel settore giustizia, sono infatti il 2,9% le famiglie che denunciano una richiesta di denaro, regali o favori da parte di un giudice, un pubblico ministero, cancelliere, avvocato, testimone o altri, il valore si attesta al 2,1% per le cause civili. Inoltre il 5,2% degli occupati ha assistito a scambi di denaro, considerati illeciti o inopportuni, nel proprio ambiente di lavoro. Il 32,4% dichiara che nel settore in cui opera succede sempre o spesso di essere obbligati a pagare per ottenere licenze e concessioni o contratti con la pubblica amministrazione o permessi per l'import e l'export, o per agevolare pratiche fiscali o velocizzare procedure giudiziarie.

Sul lavoro i casi di corruzione sono più segnalati nel Lazio (7,4%) e in Puglia (6,3%), seguono Liguria (4,2%), Sardegna (4,2%) e Basilicata (4,1%).

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