'Ndrangheta: svolta nelle indagini su due omicidi avvenuti 25 anni fa

Remigio Civitarese
Ottobre 19, 2017

Si tratta di Nicolino Grande Aracri, a capo dell'omonima cosca di Cutro; Nicolino Sarcone, anch'egli cutrese, a sua volta ritenuto elemento di vertice del clan che opera in Emilia; e Angelo Greco, detto "Lino" presunto boss della 'ndrina - esistente nel torinese - di San Mauro Marchesato, facente capo al locale di Cutro.

Gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Emilia, infatti, ha tratto in arresto tre persone, considerate esponenti di spicco della 'ndrangheta per due omicidi avvenuti nel reggiano nel 1992. Due persone vestite con l'uniforme dei Carabinieri, che, trucidarono con colpi di arma da fuoco Ruggiero. Gli assassini si erano poi allontanati a bordo di una Fiat Uno che è fu ritrovata non molto lontano dal luogo del delitto.

Verso le ore 3.30 del 22/09/1992, una Fiat 1 riportante la scritta "Carabinieri" sulle fiancate ed il lampeggiante sul tetto entrava nel cortile della abitazione di Ruggiero, a Brescello. Anche gli altri due sono detenuti per altra causa. L'autovettura era stata rubata poche settimane prima ed trasformata in una gazzella dell'Arma. Grande Aracri è così ritenuto il mandante degli omicidi, mentre Sarcone sarebbe stato l'esecutore materiale, dell'omicidio di Nicola Vasapollo.

Le investigazioni condotte dalla polizia di Reggio Emilia su questi due cosiddetti "cold case" avrebbero ricostruito la vicenda che vide contrapposte, allora, le cosche Grande Aracri-Dragone-Ciampà e Vasapollo-Ruggiero.Tra i due sodalizi era scoppiata la guerra per definire l'egemonia delle attività nel crotonese e nella provincia di Reggio Emilia.

Le vittime, Nicola Vasapollo di 33 anni e Giuseppe Ruggiero di 35, secondo le indagini, furono uccise nell'ambito di una feroce guerra di mafia combattuta tra la Calabria e il Nord Italia. Loperazione, denominata “Aemilia 1992”, sta portando ad alcune perquisizioni nei confronti di altre persone indagate.

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