Ricerca: lo studio, anoressia e obesità collegate a depressione e ansia

Modesto Morganelli
Novembre 14, 2017

Uno studio americano condotto da Karen Miller dell'Harvard Medical School e dall'italiano Graziano Pinna dell'Università dell'Illinois, insieme a colleghi del Massachusetts General Hospital e della Boston University School of Medicine ha messo in luce il legame tra i disordini alimentari, l'ansia e la depressione. L'allopregnanolone - chiamato anche "allo" - è un derivato dell'ormone femminile progesterone; generalmente produce un umore positivo e sensazioni di benessere.

Disturbi dell'umore, non a caso, sono comuni nelle persone che soffrono di anoressia (oltre metà delle donne con anoressia nervosa ne soffre) e obesità (il 43 per cento degli obesi soffre di depressione). Ricerche precedenti, spiega Pinna all'ANSA, hanno collegato i bassi livelli di allo a rischio di depressione e ansia. A nessuna delle partecipanti era mai stata diagnosticata la pressione o avea mai assunto antidepressivi e l'età media era di 26 anni.

Il gruppo di Pinna ha coinvolto 12 donne con anoressia nervosa, 12 donne di peso normale e 12 donne obese.

Dai risultati è emerso che le donne che soffrivano di anoressia presentavano allopregnanolone inferiori del 50%, mentre chi soffriva di obesità del 60%, segno quindi che induce a ritenere che questa molecola possa avere degli effetti sia per quanto riguarda sia il peso che il comportamento di un individuo. I ricercatori hanno inoltre scoperto la presenza di sintomi di ansia e depressione nelle donne con ridotti libelli di allopregnanolone.

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