Ilva Taranto: c'è emergenza amianto

Cornelia Mascio
Novembre 15, 2017

"Il primo è il mancato ricorso alla conferenza dei servizi con tutti i soggetti che hanno presentato osservazioni al piano ambientale - tra i quali Arpa Puglia, Legambiente, Fiom e Cgil - che nei fatti ha portato al non accoglimento delle osservazioni rilevanti presentate". L'azienda ha dichiarato di voler investire 1,15 miliardi, di cui 700 milioni nei primi 3 anni e altri 350 milioni nei 3 anni successivi. Al termine dell'incontro, sono stati fissati i prossimi appuntamenti: il 27 è previsto un incontro fra sindacati e commissari straordinari dell'Ilva sul tema delle bonifiche, lavori che competono all'amministrazione straordinaria.

"L'uso del preridotto non è previsto nel piano industriale".

A tal proposito la Fiom ha denunciato un atteggiamento poco trasparente da parte del Governo in relazione all'approvazione del piano ambientale.

La Fiom Cgil di Taranto chiederà "al governo di modificare l'articolo 13 del Dpcm del 29 settembre che prevede lo smaltimento di amianto entro il 23 agosto 2023".

Per questo il sindacato giudica "irricevibile il piano ambientale approvato dal Governo in quanto non introduce innovazioni tecnologiche che modificano l'attuale ciclo integrale dello stabilimento di Taranto al fine di ottenere una fattiva riduzione delle problematiche ambientali". Il Comitato dei Genitori Tarantini ha scritto una lettera aperta al governo utilizzando la parola "vergogna". "Riteniamo infatti che le problematiche ambientali e sanitarie non possono limitarsi ad una fittizia accelerata sulla copertura dei parchi minerali o ad un eventuale riduzione dei tempi delle prescrizioni previste dall'Aia".

Ad annunciarlo Giuseppe Romano e Francesco Brigati della segreteria provinciale, che aggiungono: "Le 3750 tonnellate di amianto censito ancora da smaltire, oltre alle 1750 tonnellate già smaltite dalla gestione commissariale necessitano di un tavolo tecnico specifico, con i ministeri competenti, per garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per allontanare dalle fonti di rischio gli stessi lavoratori anche attraverso l'estensione dei benefici previdenziali da esposizione ad amianto per gli stessi dipendenti Ilva". Da ieri, sui social network circola una foto che ha preoccupato e indignato i cittadini.

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