Scoperto focolaio aviaria a Tivoli

Modesto Morganelli
Novembre 15, 2017

Rilevato un focolaio di influenza aviaria del sottotipo H5N8 in un un allevamento non commerciale, nel territorio del Comune di Tivoli. Ecco i provvedimenti disposti dalla Regione Lazio. Dal punto di vista dei numeri, ad Alfianello sono stati abbattuti 38.585 tacchini e 104.741 polli, a Cigole 7.352 tacchini, a Gottolengo 36.500 galline ovaiole e 28.428 riproduttori, a Milzano 17.500 anatre e 44.500 polli.

Il focolaio di aviaria, dopo che un allevatore di Tivoli aveva notato l'improvvisa morìa dei suoi animali, è stato accertato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana e dal Centro di referenza nazionale dell'Istituto zooprofilattico delle Venezie.

Nella zona di protezione sono comprese porzioni di territorio appartenenti ai Comuni di Tivoli, Castel Madama, Roma Capitale; nella zona di sorveglianza sono comprese porzioni di territorio appartenenti ai Comuni di Tivoli, Castel Madama, San Gregorio da Sassola, Casape, Gallicano nel Lazio, Poli, Zagarolo, Palestrina, Castel S. Pietro Romano, Capranica Prenestina, Ciciliano, Sambuci, Vicovaro, S. Polo dei Cavalieri, Marcellina, Guidonia Montecelio, Roma Capitale.

In particolare la zona di protezione coinvolge, a Roma, quelle a nord-est di Via Crucis (San Vittorino); a est di via di Ponte Terra e a nord dell'A24; la zona di sorveglianza, invece, coinvolge, sempre nella Capitale, le aree est di via di Lunghezzina; a est della frazione di Fosso San Giuliano; a est e sud est di quella di Valle Castriglione.

Il presidente Zingaretti ha quindi istituito due zone, una di protezione, compresa in un raggio di tre chilometri dall'azienda dove è stata scoperta la malattia, e una di vigilanza, compresa nel raggio di dieci chilometri. Nella zona di sorveglianza è vietata, tra l'altro, la movimentazione di pollame, pollastre, pulcini di un giorno, uova all'interno della zona di sorveglianza salvo autorizzazione della Regione; tale divieto non si applica al transito su strada o rotaia attraverso la zona di sorveglianza che non comporti operazioni di scarico o soste. Neanche le uova crude sono un veicolo del virus: se vengono sequestrate, dice l'azienda, è per evitare la trasmissione del virus ad altri animali.

- si legge in un vademecum pubblicato sul sito della Asl - di solito non infettano gli uomini; tuttavia, sono possibili sporadici casi di infezione umana.

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