Ue: Italia sotto osservazione "Correggete la manovra"

Cornelia Mascio
Novembre 22, 2017

"Il compito della Commissione non è mai porre dei problemi e indicare responsabili, ma trovare soluzioni nel dialogo: è questo lo spirito della lettera al ministro Padoan".

Con riferimento al nostro Paese, l'Esecutivo comunitario scrive che "il persistere dell'elevato debito pubblico è motivo di preoccupazione" e che la Commissione "intende effettuare una nuova valutazione sull'adempienza da parte dell'Italia in merito ai requisiti sulla regole dal debito a primavera 2018". Inoltre "prevede per l'Italia il non rispetto della regola di riduzione del debito".

È vero che l'anno prossimo il debito dell'Italia "si ridurrà leggermente - ha continuato Moscovici - ma resta fonte di preoccupazione, anche perché questa riduzione è legata principalmente alla maggiore crescita".

Sulla Penisola poi, nei pareri decisi nell'ambito del Pacchetto di autunno del semestre europeo, la Commissione ha annunciato di aver inviato una nuova lettera alla Penisola con mittente il vicepresidente Valdis Dombrovskis e del Commissario agli Affari economici Pierre Moscovici. L'appuntamento dovrebbe essere a maggio.

(Teleborsa) - Scongiurata l'ipotesi di un avvio formale per l'Italia della procedura europea per deficit eccessivo. La valutazione sarà effettuata sulla base dei dati convalidati da Eurostat per il 2017 e alla luce della legge di bilancio finale che sarà adottata dal parlamento italiano a dicembre. Dalla sintesi dei documenti pubblicata finora non viene indicata alcuna cifra relativa alla possibile manovra di bilancio necessaria per rispettare le regole del patto di stabilità nel 2018. Quanto al debito, la commissione Ue ha deciso di valutare la situazione nella prossima primavera in vista di una eventuale procedura di infrazione. Il vicepresidente della Commissione UE, Jyrki Katainen ha bacchettato il Paese dicendo che "i conti non migliorano". Nel frattempo nella lettera Bruxelles esorta ad "attenersi alle riforme strutturali, in particolare quella delle pensioni, che sostengono la sostenibilità a lungo termine del debito".

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