Veneto Banca: hotel di lusso e sportivi fra i grandi debitori

Cornelia Mascio
Novembre 24, 2017

E così "ammonta a 8 miliardi e 450 milioni di euro il buco nelle casse" si legge in un articolo del Corriere, "con 4 miliardi e 235 milioni dovuti alle sofferenze e oltre 4 miliardi dovuti alle inadempienze". Tra gli imputati l'ex Ad dell'istituto di credito Vincenzo Consoli, l'ex presidente Flavio Trinca, Stefano Bertolo, responsabile della direzione centrale amministrazione dal 2008 al 2014, Flavio Marcolin, ex responsabile degli affari societari e legali, Pietro D'Agui', un lungo periodo al vertice di Banca Intermobiliare, Gianclaudio Giovannone, titolare della Mava SS, Mosè Fagiani, responsabile commerciale dal 2010 al dicembre 2014, e Massimo Lembo, all'epoca capo della Direzione Compliance. Ma la rete dei clienti era estremamente estesa, e copriva quasi ogni settore del mondo imprenditoriale. Nella lista figura poi il gruppo d'abbigliamento Stefanel che ha potuto accedere ai finanziamenti dell'istituto di credito di Montebelluna due volte: il primo da 16,3 milioni, il secondo da 11,3 milioni. Una holding, questa, che è stata - con i tantissimi milioni ottenuti - una delle principali attrici nel crac di Veneto Banca.

Dopo il gruppo Statuto c'è la catena alberghiera Boscolo, con più di 22 milioni di euro concessi nel dicembre 2016. E, ancora, Terra Gallurese (società di quell'Alfonso Dolce fratello del più famoso Domenico), la famiglia dei Matarrese e quella dei Degennaro. Il gruppo Bettega, che fa capo al campione Roberto, ha incassato 17 milioni e 800mila euro nel dicembre 2016. Quindi il gruppo di Gino Zoccai, l'imprenditore della compagnia aerea Volare, finita in default.

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