Agnelli macellati ancora coscienti e gonfiati col compressore: la video denuncia

Modesto Morganelli
Dicembre 7, 2017

Siamo a Viterbo in un macello di agnelli e pecore nel quale l'associazione in difesa degli animali Animal Equality ha posto delle videocamere nascoste: le immagini sono agghiaccianti. Le immagini, riprese da telecamere nascoste in un macello della provincia di Viterbo, mostrano i maltrattamenti sugli animali.

Nel video si vedono operatori che sgozzano in modo sistematico animali coscienti; operatori che gonfiano con un compressore animali ancora vivi; animali lasciati agonizzare per minuti; operatori che prendono a calci gli animali senza motivo; operatori che strattonano gli animali per una sola zampa o per la coda; operatori che lanciano bruscamente in aria agnelli e capretti, ammassandoli l'uno sull'altro; operatori che trascinano le capre afferrandole violentemente per le corna. Le povere bestiole, visibilmente spaventate, vengono poi appese ai ganci e macellate, senza però che siano prima stordite con l'apposita pinzetta.

La macellazione senza stordimento è una pratica consentita da un regolamento europeo in deroga alla legge italiana, nel caso di metodi di macellazione prescritti da riti religiosi. "Ma - denuncia l'associazione che ha diffuso il video - i macelli a cui è concessa tale deroga tendono ad abusarne in modo scellerato, causando agli animali inutili e protratte sofferenze". Questo atteggiamento è incentivato sia dall'assenza di controlli severi, sia dalla mancanza di conseguenze penali concrete per chi viola le prescrizioni riguardanti le procedure di macellazione.

"Con questa inchiesta Animal Equality Italia lancia una petizione su scala nazionale rivolta al Parlamento italiano - continuano -, in particolare ai Ministri Maurizio Martina e Beatrice Lorenzin, affinché siano introdotte al più presto norme incriminatrici per il maltrattamento degli animali durante le fasi di stordimento e abbattimento e perché venga rinforzato il sistema di controlli atti a identificare e denunciare qualunque forma di violazione". Viene richiesta anche l'installazione obbligatoria di telecamere a circuito chiuso in tutte le strutture di macellazione. Inoltre, la petizione chiede che venga abolita, in via graduale ma definitiva, qualunque forma di deroga allo stordimento, seguendo l'esempio di Stati come Svezia, Danimarca, Polonia e Belgio.

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