La surreale conversazione sull'Euro con Laura Castelli a "Otto e mezzo"

Brunilde Fioravanti
Dicembre 7, 2017

Davanti al commissario alla spending review Carlo Cottarelli e Alessandro Gassman la grillina è sembrata in evidente difficoltà. Castelli puntualizza: "Noi abbiamo detto sempre che è necessario un referendum e che i cittadini devono scegliere se restare o uscire dall'euro". "Il tema dell'euro si può affrontare". "Io credo che una scelta così grossa non si debba prendere da soli" - spiega la deputata - "E' una scelta che coinvolge le vite. Lei è un esponente politico e sta facendo una proposta di referendum...come fa a non dire cosa voterebbe?!" "Non si dice cosa si vota", risponde a sorpresa Castelli. "Lei è una rappresentante di un movimento importante come il M5S e dovrebbe dire cosa pensa sull'euro", sottolinea Gruber.

In realtà quella di Laura Castelli è una risposta molto politica e a più riprese già sostenuta dai leader del Movimento, che negli ultimi tempi avevano espresso la volontà di svolgere il referendum senza indirizzo di partito, lasciando la scelta all'elettorato. Io credo che l'euro abbia portato tanti problemi soprattutto al costo del lavoro, alla produttività delle imprese, che sia diventato l'unico modo per fare inflazione. Ci sono delle cose tecniche che appartengono peraltro alla mia competenza.

CASTELLI: "Sì, però noi abbiamo raccolto le firme, siamo convinti che si possa fare". Un conto è dire: ce l'avreste un modo per? La deputata ha prima cercato di evadere la scomoda questione ponendo il segreto dell'urna, ma ha infine dovuto ammettere di non avere una risposta. E la conduttrice ripete la sua domanda: "A un referendum sull'euro cosa voterebbe?".

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